U.S.A.: scatta l’obbligo della richiesta di espatrio on line

esta1.jpgDal 12 gennaio prossimo, tutti i cittadini dei paesi aderenti al Visa Waiver Program, tra i quali l’Italia, dovranno richiedere un’autorizzazione elettronica.

Electronic System for Travel Authorization (ESTA) è il nome del nuovo sistema elettronico imposto dalla legislazione americana a supporto del vecchio Visa Waiver Program o “viaggio senza visto” che prevedeva, per i cittadini dei paesi esta4.jpgaderenti, la possibilità di recarsi negli U.S.A. per affari o per turismo per un massimo di 90 giorni senza l’obbligo del visto se in possesso di regolare passaporto biometrico.

L’integrazione varata in questi giorni prevede una richiesta di autorizzazione prima di intraprendere il viaggio, da effettuarsi attraverso il sito web del programma ESTA. La compilazione del form è a dire il vero molto semplice e le domande sono poche e basilari anche se, per il momento, il modulo on line si trova esclusivamente in lingua inglese.

Le domande possono essere inoltrate in qualsiasi momento, prima di partire ma il DHS (il Department of Homeland Security che ha imposto l’ESTA), consiglia comunque di inviare la richiesta «il più presto possibile».
Nella maggior parte dei casi, si riceverà una risposta entro pochi secondi e, quando non revocata, l’autorizzazione al viaggio sarà valida per un periodo massimo di due anni, o fino alla scadenza del passaporto del viaggiatore.
esta2.jpgDirettamente dal sito si apprende che «La documentazione non garantisce al viaggiatore l’ingresso negli Stati Uniti all’arrivo al porto di entrata. L’approvazione Esta autorizza soltanto il viaggiatore a salire a bordo del mezzo di trasporto in rotta per gli Usa», e naturalmente «In tutti i casi gli addetti dell’ US Customs and Border Protection effettuano controlli di ammissibilità nei porti di ingresso o presso le strutture di pre-sdoganamento».

il fatto che il modulo sia da compilare on line è stato a nostro parere vissuto dai mezzi di comunicazione con un pizzico di allarmismo di troppo; in effetti sembra che sotto questo aspetto si sottolinei maggiormente il limite dell’eccessiva “burocratizzazione” rispetto all’ opportunità che viene fornita per rendere più agile un protocollo, certo aggiuntivo, ma di per sè non complicatissimo.
La procedura sul web è stata forse interpretata in effetti come se fosse esclusivamente “a carico” dell’utente mentre crediamo che le istituzioni che si occupano dell’espatrio dei cittadini italiani (questure in primo luogo) non avranno particolari riserve nel porsi come eventuali intermediarie a supporto del viaggiatore eventualmente in difficoltà.

Federico Baldarelli

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