Tracciabilità: parzialmente giustificabili i timori delle agenzie
giovedì, gennaio 5, 2012 0:57
Ad appena poche settimane dall’entrata in vigore della nuova norma sulla tracciabilità contenuta nel decreto Monti che riduce a soli 1000 euro l’utilizzo dei contanti, alcune agenzie di viaggio hanno cominciato a farsi sentire lamentando diverse difficoltà, riscontrate non tanto nell’applicabilità della norma in sé, quanto nelle sue ripercussioni a livello pratico.
Emergono, tra le altre, le seguenti principali segnalazioni: A – Molte delle agenzie ubicate ai confini nazionali si vedono “sottrarre” clientela dalle omologhe agenzie oltreconfine che non si trovano obbligate dalle stesse restrizioni. B – Il comparto biglietteria, spesso legato a clienti extracomunitari che solitamente pagano in contanti e spesso sono privi di conto corrente bancario (varrebbero infatti, per legge, in sostituzione dei contanti tutti gli altri sistemi tracciabili quali assegni bancari, bonifici, carte di credito e bancomat) subisce un duro colpo che spesso determina una gestione del denaro “indiretta” (frazionamento del saldo con anticipo dello stesso da parte delle agenzie). C – I costi (commissioni) delle carte di credito possono raggiungere fino al 3.5 per cento e rappresentano un indebolimento della marginalità per gli operatori.
Detto ciò e preso atto delle parzialmente giustificabili motivazioni delle agenzie, va detto che un decreto di così vasta applicazione non poteva certo accontentare tutti: e così è stato. Il tempo, e la solita difficile ma inevitabile digestione delle novità da parte dell’italiano medio, determinerà un assestamento della situazione che non dovrebbe penalizzare nessuno se non chi, questo decreto, ha interesse a penalizzare. Lentamente si prenderà confidenza con le nuove misure e chi vorrà andare oltre confine (vedi A) resterà libero di farlo in un regime di libera concorrenza (si pensi ai benzinai e ai dentisti a alle cosiddette migrazioni di servizi in genere).
Chissà che un giorno l’integrazione avverrà davvero e un extracomunitario potrà aprirsi un conto corrente o, come forse il decreto vuole far intendere, venga spinto a farlo (B). I costi delle carte? Quelle aziendali non dovrebbero raggiungere soglie così alte come quelle paventate al punto C di cui sopra ma questo è – ahinoi! – una materia molto più articolata che meriterebbe ben altri spazi. Va detto, inoltre, che secondo i sondaggi, l’utilizzo delle carte di credito (e dei bancomat) in Italia sembra in forte aumento. Magari fossero questi i veri problemi del turismo!
Giacomo Morandi


