Town House Galleria: superlusso al centro di Milano

gall.jpgApre al pubblico il superlussuoso Town House Galleria, l’albergo a 7 stelle che farà concorrenza al Burj al Arab di Dubai.
Dopo una prima inaugurazione (per pochi intimi e per le autorità) avvenuta nel dicembre dello scorso anno, proprio oggi dovrebbe aprire i battenti in via ufficiale il nuovo luxury hotel della catena Town

House situato all’interno della centralissima galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Si tratta del secondo hotel a 7 stelle al mondo, dopo il Burj al Arab, il famoso hotel da mille e una notte nel cuore di Dubai.
scala.jpgPare che, solo la ristrutturazione del palazzo storico occupato dall’ albergo sia costata circa 10 milioni di euro e che il gruppo pagherà un affitto pari a 500.000 euro l’anno.
Per l’ambizioso progetto, Town house si è avvalsa della collaborazione dei migliori designer internazionali e dell’architetto Ettore Mocchetti che hanno realizzato, al secondo e terzo piano con ingresso da via Silvio Pellico (sopra le vetrine di Prada) le trenta suite da sogno che si sviluppano su una superficie totale di 1.500 metri quadrati.
Risveglio personalizzato con un leggero bussare alla porta, autista a disposizione 24 ore su 24, maggiordomo e tatagal2.jpg personale, oltre agli abiti sempre stirati e riposti nell’armadio, alla musica soffusa e alla pregiata cucina di alcuni tra gli chef più apprezzati al mondo sono solo alcune delle caratteristiche del servizio alberghiero offerto.
Non dimentichiamo poi la possibilità per i clienti di far passare il proprio personal assistant a saldare i conti dopo una giornata di shopping in Galleria, dove ovviamente tutti i negozi saranno convenzionati con l’hotel, oppure quella di recarsi al centro benessere Caroli Club a bordo di una Bentley e di avere a disposizione un ristorante aperto giorno e notte con menù personalizzabili.
La filosofia Town Huose, sintetizzata dallo slogan “casa lontano da casa” si traduce in pratica con un’idea di ospitalità di altissimo livello e come spiega lo stesso Alessandro Rosso (ideatore del progetto e figlio dell’imprenditore Franco fondatore dell’omonimo tour operator) «Le cinque stelle non sono più in grado di rispondere alle richieste di lusso. Bisogna offrire dettagli unici, garantire servizi esclusivi, permettere al cliente di scegliere». Quanto poi al «suo» sette stelle, Rosso duomo.jpgcontinua: «Gli alberghi, di norma, hanno ambienti che stimolano la parte razionale del cervello. Noi ci rivolgiamo a quella emotiva, vogliamo che i nostri clienti non siano prigionieri in camera, ma si sentano in un luogo dove possono incontrare altre persone». A colazione, per esempio, gli ospiti siederanno a un unico tavolo. Come a casa. Per fare amicizia.
«Ma perché questo avvenga — conclude Rosso — sono necessari spazi molto accoglienti e un ristretto numero di persone». Pochi ricchissimi fortunati che pagheranno dai 750 ai 4000 euro a notte per essere ospitati e che, per sentirsi davvero come se fossero a casa loro, non vedranno mai personale in uniforme ma esclusivamente “in borghese” anche se, ovviamente, con abiti molto eleganti.

 

Federico Baldarelli

Il sito Town House

 

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