“Tavola Rotonda” alla redazione TTG
lunedì, dicembre 17, 2007 2:28
Qualcosa sta cambiando nel settore turismo? Posta questa domanda tenteremo di descrivere di seguito l’apparente metamorfosi che si sta verificando nel rapporto tra tour operator (t.o.) ed agenzie di viaggio (adv) anche prendendo spunto della “tavola rotonda” organizzata nei giorni scorsi da TTG Italia e relazionata ottimamente dal direttore responsabile del giornale, promotore del convegno, Remo Evangelista.
Presenti alla riunione tutti gli attori principali del tour operating italiano: S.Testi (Gruppo Alpitour), S.Pompili (Veratour), S.Colombo (Ventaglio), L.Cesarini (Club Med), R.Franchi (Hotelplan), G.Costanzo (Valtur) e G.Ostana (Settemari). Si è discusso, come ovvio, di più temi anche se l’argomento “caldo” dell’incontro è stato senza dubbio quello relativo alle recenti accuse lanciate dalle adv rispetto all’ abbassamento delle commissioni (percentuale di guadagno dell’adv rispetto ad una pratica venduta con il t.o.).
L’accusa rivolta ai t.o. è quella di non mantenere tali commissioni adeguate al trade (mercato), cosa che ha spinto molte adv a smettere di vendere determinati prodotti perché poco remunerativi. In linea generale la risposta unanime dei t.o. è stata quella di non vedere necessariamente “un legame diretto tra abbassamento delle commissioni d’uso (effettivamente avvenuto,ndr) e minor fatturato delle agenzie” (S.Pompili, Veratour), per il fatto che le agenzie più “giovani” e motivate pur a fronte di bassa commissionabilità dei pacchetti hanno registrato nel tempo performance migliori rispetto agli anni precedenti. ![]()
Chi ha ragione quindi?
In realtà entrambi i protagonisti della querelle. Da un lato le adv chiedono più ampi margini di guadagno, dall’altro gli stessi margini di guadagno non possono essere garantiti dai t.o. che fanno i conti con una “marginalità” sempre più ristretta ai limiti della sopravvivenza e che chiama in ballo compagnie aeree, competitor stranieri, capacità contrattuali e mille altri risvolti che qui tralasciamo ma che rappresentano tutte le difficoltà del “moderno” fare tour operating.
Si è parlato anche d’altro: network soprattutto, con la loro costante presenza sul mercato sottolineata dai recenti processi di aggregazione delle reti di distribuzione nazionali (fra tutti la joint venture tra Cisalpina Group e Bluvacanze SPA). Se S.Colombo (Ventaglio) vede nello “sviluppo di un proprio network” il passo più immediato da fare nel prossimo futuro, L.Cesarini (Club Med) segnala che “in tutto il mondo è presente la tendenza all’integrazione verticale” dimostrando l’effettiva necessità di questa prospettiva.
Ci si permetta di sottolineare in questa sede tuttavia (non ce ne voglia il Direttore TTG) che, al di là di quella che viene definita nell’articolo “una spolverata all’argenteria” rispetto all’importanza, non solo dal punto di vista informativo, di aver riunito i grandi a confronto su temi troppo spesso privati del necessario dibattito tra addetti ai lavori, gli stessi grandi t.o. tendono ancora troppo spesso a “ballare da soli” privilegiando un approccio al mercato troppo individualistico, secondo una politica imprenditoriale applicata al turismo ancora troppo provinciale e miope di fronte alle reali dinamiche del trade anche e soprattutto oltre confine. I grandi gruppi stranieri (su tutti Thomas Cook e Tui), potrebbero infatti rappresentare bocconi indigesti qualora decidessero di entrare nel mercato italiano soprattutto se non affrontati con il giusto “spirito di squadra”.
G.Costanzo (Valtur) non teme amare sorprese anzi, dei tour operator stranieri suddetti, pensa che “sono dieci anni che devono arrivare da noi…e sono dieci anni che falliscono”. Il mercato è aperto checché se ne dica, oggi più che mai, e siamo certi che tutto il settore sarà obbligato nei prossimi anni ad una diversa strategia; forse proprio l’incontro in TTG ha dato il là a favorevoli ed auspicabili prospettive.
Giacomo Morandi
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