Super grattacieli e boschi verticali: le nuove frontiere dell’architettura

khaliLo stile architettonico di una città e, piu’ in generale, la sua forma, non lasciano quasi mai indifferente il visitatore, anche il più distratto. L’architettura moderna

non conosce più confini conquistando, oltre agli spazi urbani, anche quelli mediatici. Gli edifici più alti del mondo, i cosiddetti super grattacieli, green building e boschi verticali che colorano di verde lo skyline delle grandi metropoli mondiali: prodotti dell’ingegno umano. Si chiama Burj Khalifa, a Dubai, il grattacielo più alto del mondo. In un paese incredibilmente caduto alcuni anni fa in crisi economica, l’architettura avveniristica, oltre che costante attrazione per i turisti di tutto il mondo, ha rappresentato uno strumento utile per la ripresa.

Inaugurato nel 2010, con i suoi 828 metri supera di gran lunga tutti gli altri costruiti precedentemente anche se già si parla di progetti avveniristici che dovrebbero di nuovo superare il record ed arrivare ad oltrepassare quota 1000 metri di altezza (vedi Murjan Tower in Bahrain e Mubarak al-Kabir Tower in Kuwait). La torre record di Dubai e’ impressionante se descritta in numeri: gli ascensori dell’edificio “viaggiano” a 18m/s (64km/h) ed i piani sono ben 163. Si tratta della prima struttura più alta al mondo ad includere appartamenti abitabili e ad essere al primo posto come altezza della piattaforma d’osservazione.

Anche vedere intere facciate di grattacielo o tetti coperti di verde e’ un colpo d’occhio niente male quando si e’circondati da cemento… Boschi verticali, figli della moderna bioedilizia

e frutto dei migliori progetti di architettura sostenibile per una nuova generazione verde di grattacieli.

Se per Taipei 101 , terzo grattacielo al mondo per altezza, si parla di green building, architettura a basso impatto ambientale (?), anche in casa nostra, a Roma e Milano, si comincia a parlare di rivoluzione verde: l’Eurosky Tower, progetto dell’architetto Franco Purini, ha già preso forma così come la piantumazione nella periferia delle grande area metropolitana di Milano. In quest’ultimo caso attraverso l’utilizzo di boschi verticali (metro boschi) a firma Stefano Boeri: anonimi alienanti palazzi di periferia rivisitati “naturalmente” dal geniale architetto milanese. Un buon segnale.

GM

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