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Ma quanto costano gli scioperi ai vettori?

1 dicembre 2014 1.233 visualizzazioni Scrivi un commento

scioperoGli scorsi mesi sono stati determinanti per alcuni vettori del punto di vista delle agitazioni sindacali. E’ un dramma, non solo per i passeggeri, quando gli aeroporti si bloccano e i voli restano a terra. Giorni non ore la durata di due dei più importanti scioperi registrati nei mesi di settembre e novembre scorsi: coinvolte le compagnie aeree Lufthansa ed Air France-KLM.

La presentazione di piani industriali, in alcuni casi (Air France-KLM), non facilmente “digeribili” per i dipendenti, hanno scatenato la sommossa e letteralmente bloccato gli aeroporti. Migliaia i voli cancellati e conseguente paralisi nei cieli di tutta Europa. Gli analisti dicono che tutto fosse scontato e che le compagnie aeree, a loro detta costrette ad operazioni di “saving” vista l’aria che tira, avessero già prospettato forti perdite a causa delle previste agitazioni sindacali.

Sta di fatto che i maxi scioperi si sono trasformati in un vero e proprio salasso.
Lufthansa conta i danni, quantificati in perdite da circa 200 milioni di euro generate dagli stop di piloti e assistenti nel corso dell’anno, l’ultimo dei quali, la scorsa settimana, ha provocato la cancellazione di più di 3000 mila voli. Una cifra destinata a incidere in maniera pesante sul bilancio, oltre a provocare un danno di ‘immagine’ nei confronti della clientela.

A settembre era stato invece il gruppo Air France-Klm a ‘subire’ un maxisciopero da due settimane messo in campo dai piloti come forma di protesta per il piano di trasferimento di parte delle attività sotto il brand low cost Transavia.com.

Un costo da oltre 400 milioni di euro andato a pesare ulteriormente sulle casse già appesantite del gruppo transalpino, costretto inoltre a rivedere completamente il piano di ottimizzazione industriale.

GM

 

 

(fonte TTG)