L’evoluzione del biglietto aereo, si passa all’e-ticketing
giovedì, marzo 13, 2008 16:01
Giovanni Bisignani (foto), direttore generale e amministratore delegato di IATA (la International Air Transport Association), che riunisce 240 compagnie aeree di 140 paesi del mondo e gestisce il 94% del traffico aereo mondiale, ha ufficialmente annunciato, giorni fa, che dal 1° giugno 2008 le principali compagnie aeree mondiali adotteranno esclusivamente il biglietto elettronico.
Questo decreterà la fine dei tradizionali coupon cartacei, che hanno accompagnato fedeli fino ad oggi, a volte conservati e custoditi come fiera e “vissuta” testimonianza, le esperienze dei viaggiatori.
Il programma «Simplifying the business», è già stato lanciato, a dire il vero, nel giugno 2004; messo a punto dagli esperti
IATA prevedeva da subito carte d’imbarco con codici a barre, postazioni per il check-in «self service» fino ad arrivare alla naturale conclusione dell’emissione elettronica. Con l’ e-ticketing (da electronic ticket, appunto, «biglietto elettronico») destinato a coinvolgere tutte le compagnie associate IATA, i risparmi per il settore, fa il punto Bisignani, “Si aggirano complessivamente intorno ai 5 miliardi di dollari all’anno. Mentre un biglietto cartaceo costa all’intero processo 10 dollari, l’e-ticketing riduce il costo a un dollaro. Il settore sarà in grado di risparmiare, offrendo contemporaneamente un servizio migliore ».
E’ prevedibile che la scelta della IATA avrà come effetto immediato e positivo la diminuzione delle code nella maggior parte degli aeroporti mondiali. D’ora in poi infatti, basterà mostrare al check-in il proprio documento e comunicare il numero di conferma, immediatamente assegnato dalle compagnie (con l’invio di una semplice e-mail) in seguito alla prenotazione on line.
Risparmio di tempo e denaro dunque, ma c’è anche un altro aspetto da considerare: come commenta Paolo Martinello (foto), presidente di Altroconsumo, la principale associazione italiana di consumatori, «Il passaggio dal cartaceo all’e-ticket è un fatto positivo e noi siamo favorevoli a tutto ciò che semplifichi i sistemi di distribuzione». Però, c’è appunto un però, «Il rischio è che ci rimetta chi non ha accesso a internet”.
Nello specifico, visto che il costo «tagliato» riguarda la distribuzione del cartaceo, ora «chi vorrà o dovrà affidarsi alle agenzie di viaggi, si troverà a pagarne i servizi, mentre chi acquisterà online potrà, effettivamente, usufruire del prezzo netto». In sintesi: «Per chi già oggi ha accesso alla Rete, la situazione non cambia. Per tutti gli altri, dipenderà dalle tariffe delle attività di intermediazione. E quelle, come al solito, le deciderà il mercato”.
Torna quindi prepotentemente alla ribalta il tema del cosiddetto “digital divide“, ossia la possibilità, da parte dell’utente più evoluto dal punto di vista informatico, di discriminare le proprie scelte orientando la preferenza verso opzioni di mercato più favorevoli rispetto al consumatore tradizionale.
Federico Baldarelli
Fonte: Corriere.it (23/02/2008)


