Last minute di ferragosto, è vera convenienza?

lm1.jpgAbbiamo già affrontato in precedenti discussioni il “problema” tutto italiano dell’altissima condensazione del periodo feriale, ancora oggi fortemente concentrato nel mese di agosto.

Non staremo qui a ribadire i disagi e i disservizi, l’aumento in certi casi sconsiderato dei prezzi e i problemi di entità ancor maggiore che derivano da questa che sembra ancora oggi una inevitabile “chiusura per ferie” del paese intero.

Una cosa che ci limitiamo però ad evidenziare è che, come sempre più spesso accade, l’esempio peggiore viene dalla stessalm5.jpg classe politica che, se da un lato si dice favorevole a parole ad una distribuzione più omogenea delle chiusure aziendali e scolatsiche, dall’altro si riserva di “chiudere per ferie” perfino l’attività parlamentare (e legislativa) nello stesso identico periodo.

Rischiamo però di uscire dal seminato perchè questo post si rivolge semplicemente a tutti coloro i quali si trovassero nella situazione di voler partire in questi giorni anche senza aver avuto modo di pianificare per tempo la propria vacanza.

Se il vostro canale di prenotazione è quello classico “agenzie di viaggio – tour operator” e preferite affidarvi alla sicurezza del pacchetto turistico preparatevi inevitabilmente a una ricerca “problematica” che, nel migliore dei casi, vi permetterà di prenotare con prezzi, magari leggermente scontati da quelli previsti da catalogo, ma sempre piuttosto alti e comunque in linea con quelli del periodo di altissima stagione.

Si tratta prevalentemente delle cosiddette “ultime disponibilità” che gli operatori propongono alle agenzie ma che molto difficilmente, ben consci del fatto che la domanda in questo periodo di certo non scarseggia, saranno disposti a svendere.

I prezzi, come sempre accade, si basano quindi su semplici quanto impietose regole di mercato e in un periodo in cui la domanda è altissima, spesso ben al di sopra della ricettività alberghiera e dei vettori, è pressochè impossibile immaginare di spuntare l’occasionissima…un po’ di sana diffidenza non guasta quindi in questo periodo riguardo a certi ammiccanti richiami al “last minute” o “last second“.

il discorso potrebbe risultare diverso qualora ci si rivolga direttamente ai banchi di accettazione delle compagnie aeree,lm3.jpg soprattutto facendo riferimento agli scali aeroportuali (Roma e Milano) a più alta densità di traffico. E’ proprio qui che più facilmente potrebbe capitarvi la vera occasione dell'”ultimo minuto” e concretizzarsi nel momento in cui, a fronte del cosiddetto “seggiolino” vuoto, o magari di un annullamento o un “no show” (mancata presentazione del possessore del biglietto al check in), le compagnie aeree saranno disposte a rivendere quel posto ad un prezzo molto basso che permetta loro di coprire il costo dell’invenduto.

E’ evidente che il viaggiatore che può permettersi questo tipo di scelta (spesso un viaggiatore individuale o che comunque non ha bisogno di una pianificazione specifica) dovrà essere “pronto a tutto”, nel senso che sarà consapevole della necessità di decidere, appunto fino all’ultimo minuto la propria destinazione.

Un viaggiatore che sarà pilotato dalla convenienza della tariffa, che dovrà essere disposto a prenotare direttamente in loco i pernottamenti e che, aggiungiamo noi, dovrà perfino prendere in considerazione la malaugurata ipotesi di rinunciare alla partenza!

 

Federico Baldarelli

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