Decreto Bersani: gli effetti sulle tariffe aeree.

bersani.jpgMaggiore trasparenza nel settore delle tariffe aeree con il via libera di giovedì scorso al pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni.
Ma è davvero una svolta?

Ci è già capitato di sottolineare, in un precedente approfondimento riguardante l’inaugurazione dell’aeroporto “low cost” di Marsiglia, come spesso l’utente possa in qualche modo essere tratto in inganno dalla pubblicazione di tariffe aeree clamorosamente appetibili ma viziate nel loro importo lordo dall’aggiunta di oneri e tasse aeroportuali di vario genere.
Ci sembra doveroso a questo punto, rimarcare che tra le innovazioni proposte dal decreto sulle liberalizzazioni del ministro per lo sviluppo economico Pier Luigi Bersani e varato giovedì scorso sia compresa, tra le altre, proprio quella riguardante la regolamentazione delle tariffe aeree pubblicate dalle compagnie low cost.
Dobbiamo innanzitutto evidenziare che, in sostanza, il decreto stesso,non ha fatto altro che recepire in qualche modo una proposta di regolamento presentata l’estate scorsa dal commissario europeo ai trasporti Jacques Barrot con l’intento di contrastare la pubblicità ingannevole relativa alle tariffe aeree.
La commissione, con questa proposta, aveva espresso la contrarietà alle offerte pubblicizzate sia sui media tradizionali che in rete che non comprendano le tasse e i sovraprezzi.
Un’altra questione fondamentale sollevata dall’intervento europeo riguardava la diversa tariffa offerta a seconda del paese di emissione del biglietto. Infatti molti passeggeri avevano precedentemente rivolto reclami alla Commissione in merito al fatto che spesso le tariffe offerte su Internet per lo stesso viaggio potevano a volte variare da paese a paese.
Barrot propose inoltre di rafforzare la sicurezza finanziaria delle compagnie concedendo delle licenze operative solo a quelle che hanno i mezzi per adempiere ai propri obblighi in materia di sicurezza; il regolamento dovrebbe inoltre definire le condizioni in base alle quali sarebbe possibile imporre obblighi di pubblico servizio ampliando al massimo la concorrenza. Inoltre, si vorrebbe limitare il ricorso eccessivo ad aerei in locazione immatricolati in paesi extra Ue.
ryan.jpgTornando al decreto Bersani dobbiamo parlare anche di un’altra novità, al di là di quella che vieta la pubblicità delle tariffe (e forse più interessante); quella cioè che impone alle compagnie di indicare quanti siano i posti effettivamente disponibili con una determinata tariffa promozionale.
E’ evidente infatti che i “lowest price” pubblicizzati in primo piano dalle compagnie stesse siano molto spesso da riferire ad un primo “blocco” di prenotazioni (quasi sempre molto ridotto) dopodichè subentrano scaglioni tariffari maggiori.

Con la speranza di aver chiarito ai nostri lettori il tenore dell’intervento legislativo del recente decreto sulle liberalizzazioni nella parte relativa alle tariffe aeree, ci sentiamo di poterlo commentare dando per scontato il rilievo positivo verso qualsiasi intervento di legge atto a favorire la maggiore trasparenza per l’utente.
Crediamo tuttavia che il “fruitore medio” di voli low cost su internet potesse essere in grado già da prima di distinguere le tariffe “lancio” quando queste apparivano come “specchietti per le allodole” e di valutare nel complesso l’effettiva convenienza di una tariffa aerea.
Fermo restando quindi il dovere di aggiornare il lettore su una modifica legislativa riguardante un argomento già trattato su queste pagine ci sentiamo di poter affermare che la novità apportata dal decreto nel settore delle tariffe aeree non possa di certo definirsi epocale.

 

Federico Baldarelli

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