Anticiclone delle Azzorre

Almeno una volta, ne siamo certi, i nostri lettori avranno sentito nominare il termine “anticiclone delle Azzorre”, con il quale solitamente (e con un po’ di approssimazione) i cittadini dello “stivale” tendono a far coincidere l’arrivo dell’estate. Non sarà un caso del resto, che l’approssimarsi di questo anticiclone sia accolto sempre come una buona notizia! Con l’aiuto di ansa-meteo, in collaborazione con Epson Meteo, evidenzieremo di seguito le principali caratteristiche di tale fenomeno climatico così determinante per il succedersi delle stagioni sopratutto in area mediterranea.

Abbiamo già avuto modo in altri post di parlare di clima e il motivo è presto detto: conoscere il clima e le sue evoluzioni è un modo per approfondire anche il tema del viaggio; poiché, se da un lato e più genericamente, le condizioni climatiche possono decidere le sorti di una vacanza, dall’altro, esse ci insegnano come nonostante tutto, a gestire i tempi, sia ancora la natura con tutte le sue variabili: una buona ragione per rispettarla.
Ecco la promessa definizione di “anticiclone delle Azzorre”:

“Il sottile guscio di aria che circonda il nostro pianeta, l’atmosfera, gioca il ruolo fondamentale di “nastro trasportatore” dell’energia che proviene dal Sole. Il riscaldamento diseguale della superficie terrestre è la causa primaria dei moti atmosferici, che sono il risultato degli effetti combinati sulle masse d’aria dei moti convettivi (a grande e a piccola scala), e della rotazione terrestre. La circolazione che in senso verticale trasporta aria più calda e meno densa dall’equatore verso i poli può essere schematizzata mediante quelle che vengono chiamate celle convettive di Hadley: si formano così delle zone caratterizzate da correnti ascensionali, associate al suolo ad aree di basse pressioni (zona equatoriale e zona attorno al 60° di latitudine) e discensionali, associate alle alte pressioni (zone polari e tropicali). Per effetto della rotazione terrestre, il moto delle masse d’aria avviene attorno a centri di alta pressione (in senso orario nell’emisfero Nord) o di bassa pressione (in senso antiorario, emisfero Nord). Il diverso comportamento termico, nelle varie stagioni, delle regioni continentali rispetto agli oceani, fa sì che la posizione delle aree di alta e di bassa pressione vari durante l’anno. Ciononostante alcune di queste aree subiscono spostamenti relativamente piccoli e vengono chiamate aree cicloniche (basse pressioni) e anticicloniche (alte pressioni) permanenti o semi-permanenti. Una di queste è proprio l’Anticiclone delle Azzorre, che prende il suo nome per via del fatto che il centro di alta pressione attorno al quale avviene la circolazione si trova, soprattutto d’inverno, in corrispondenza delle isole Azzorre, nell’Oceano Atlantico. Questo anticiclone appartiene al gruppo degli anticicloni subtropicali e il suo comportamento influenza grandemente tutta l’area mediterranea (non solo, chiaramente). La sua posizione invernale, a latitudini relativamente basse, “permette” a un gran numero di perturbazioni, in genere atlantiche, di accedere al Mediterraneo. In estate, oltre che a spostarsi più a Nord, espandendosi tende invece a ricoprire e quindi a “proteggere” il Mediterraneo dalle perturbazioni, garantendo in genere tempo caldo e soleggiato. La diversa posizione dell’anticiclone delle Azzorre è conseguenza del fatto che nella stagione fredda la differenza termica Equatore-Polo è molto più marcata di quanto non sia in estate.”

Giacomo Morandi

Link utili: Ansa Meteo

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