Alitalia: la privatizzazione non decolla

lunedì, gennaio 8, 2007 15:38

images.jpgRiprendiamo l’analisi della situazione Alitalia rimasta “in itinere” nel nostro ultimo articolo dedicato al principale vettore aereo italiano. La privatizzazione del Gruppo AZ promossa dal Governo Prodi ha nel suo intento il recupero della società attraverso l’intervento di investitori italiani o stranieri con susseguente ingresso di capitale e di progetti che mirino al risanamento integrale della compagnia.

La proposta al miglior offerente fino ad ora ha ottenuto il “semaforo rosso” dal mercato italiano ed internazionale a causa delle troppe clausole imposte dal Governo stesso, prima fra tutte la tutela incondizionata delle risorse umane (dipendenti). Avevamo già criticato nel nostro ultimo intervento tale posizione “invasiva” (avanzata prevalentemente dai sindacati) ritenendola condizione “frenante” rispetto alla capacità di attrarre investitori: i nostri “timori” (così come quelli di tutti gli addetti ai lavori) sono stati confermati dal rifiuto di tutti i principali imprenditori italiani e stranieri ad investire in AZ.

21011640.jpgSecondo le stime, nel 2007 ci saranno utili per 2,5 miliardi di dollari per le compagnie aeree internazionali (fonte IATA), tuttavia, per Alitalia resta una previsione negativa avallata sia dalle parole di uno dei big della finanza italiana, Carlo De Benedetti, il quale sostiene che senza un importante cambio di rotta il Gruppo non avrebbe futuro; sia dal direttore generale IATA, Giovanni Bisignani, il quale ritiene improponibili per un qualsiasi imprenditore/investitore le condizioni indicate dall’attuale Governo.

Resta una situazione evidentemente a rischio per le migliaia di dipendenti e, paradossalmente, tale situazione è destinata a penalizzare gli stessi lavoratori perchè, se da un lato l’attuale situazione risulta insostenibile per le casse della compagnia, dall’altro un intervento di rilancio per mezzo di nuovi investitori provocherebbe un irrinunciabile taglio del personale.

Quale la possibile soluzione, a questo punto? Resta ovvio che, con le attuali condizioni, la compagnia vola verso il fallimento; l’ingresso di nuovi investitori è possibile solo a patto che le condizioni poste dal Governo subiscano una revisione “al ribasso” in tema di tutele e garanzie contrattuali. Come tutti i grandi “carrozzoni” statali, il gruppo Alitalia si trova a dover digerire anni di gestione fallimentare e di interventi di copertura finanziaria capaci solo di rimandare il problema ai posteri. alitalia.jpg

Urge quindi una chiara presa di posizione: il sì alla privatizzazione implica rischi e vantaggi e, al tempo stesso, richiede trasparenza e libertà di manovra per chi “entra”. Il già citato direttore generale IATA, a questo proposito, esalta l’atteggiamento del Governo elvetico in relazione alle condizioni poste per la privatizzazione della compagnia Swiss Air: “La sola condizione posta è quella di servire il mercato su basi economiche”. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi.

 

Giacomo Morandi

Siti utili: AlitaliaIATA

Nella foto in alto: Giovanni Bisignani, Direttore Generale IATA


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