Alitalia, ipotesi e certezze

sp.jpgMentre Jean Cyril Spinetta (foto), presidente di Air France, siede al tavolo delle trattative di fronte a ben nove rappresentanze di firme sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil, le autonome Anpac e Sdl, Unione Piloti, Ugl, Sindacato dei lavoratori e Anpav), nei palazzi romani e non solo transitano voci ormai note circa una possibile cordata di imprenditori italiani con in mano un piano di rilancio della compagnia tutto improntato sul tema della difesa dell'orgoglio italiano che sarebbe stato messo, a quanto sembra, in discussione dal piano Air France considerato inferiore alle aspettative ed “umiliante” rispetto al valore intrinseco della compagnia italiana.

Si direbbe: i soliti battibecchi italo-francesi; se non fosse che Alitalia è stata dichiarata a più riprese, anche dallo stesso governo in carica (oltre che dai predecessori!), sull'orlo del fallimento e tutto ciò, avvenuto ben prima della presentazione delle prime proposte di offerta d'acquisto, non ha certo contribuito a rendere appetibili i piani industriali dei possibili acquirenti che hanno tendenzialmente seguito le regole di mercato presentando tipologie di offerte “dedicate” ad aziende in dichiarato stato pre-fallimentare. logo.jpg

L'ipotesi di cordata di imprenditori italiani, annunciata in pompa magna dall'ex Presidente del Consiglio Berlusconi, un primo successo l'ha pur sempre ottenuto: far tornare Air France al tavolo delle trattative con un offerta meno “umiliante” e più “accomodante”, vedi l'assunzione in AF di 180 piloti in un triennio, l'apertura sul comparto cargo e sul nodo esuberi.

Se le ipotesi, per ora, servono almeno a far muovere le acque (e a creare qualche turbolenza politico-elettorale!) in attesa del promesso concreto piano industriale “made in Italy”, le certezze riguardano la tavola rotonda in atto in questi giorni tra Air France, come si diceva, e le varie sigle sindacali ognuna decisa a far valere le voci dei propri assistiti, da anni vero e proprio ago della bilancia delle sorti della compagnia: si pensi che in un lustro in Alitalia sono cambiati cinque presidenti e tre amministratori delegati (lautamente pagati!) ma i sindacalisti sono sempre gli stessi con un turnover limitatissimo.

host.jpgSi è giunti ad ipotizzare, ma siamo nel sempre oscuro campo delle ipotesi, un possibile patto incrociato tra sindacati (la Uil osteggierebbe il piano Air France appoggiando Air One e carlo Toto corregionale del segretario UIL Bonanni), il presidente della Camera Bertinotti (da sempre forte sostenitore del mantenimento della proprietà della compagnia nei confini nazionali) e Berlusconi stesso, il quale vedrebbe nel “nodo” Alitalia un facile trampolino elettorale, una utile concessione alla Lega Nord (vedi nodo Malpensa) oltre che un eventuale plausibile riposizionamento industriale del vettore attraverso risorse ed investimenti tutti italiani. Le banche, al solito pedine fondamentali, seguiranno cinicamente l'onda migliore.

Giacomo Morandi

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