Alitalia: dove eravamo rimasti?

E’ notizia di alcuni giorni fa l’annuncio dell’acquisto da parte di Alitalia delle compagnie Windjet e Blue Panorama (Blu-Express) che da tempo versavano in difficili condizioni economiche. Alitalia cresce, così pare. In un mercato dominato sempre più dal comparto “low cost”, con Ryanair ed Easyjet a farla da padrone, il market share (quota di mercato) sul traffico nazionale per Alitalia, anche considerando le due nuove acquisizioni, continua comunque a scendere (dal 2007 al 2011 circa 5 punti percentuale dal 30% al 25%). Proprio la compagnia irlandese, insieme con Easyjet, ha eroso nel tempo un’importante fetta di mercato. I numeri del colosso Ryanair dicono tutto: è la prima compagnia mondiale per traffico internazionale e la seconda compagnia europea (supera Air France – KLM) per passeggeri trasportati con ben 76 milioni di unità all’anno!

Rocco Sabelli, CEO Alitalia

La mossa di Alitalia certamente è determinata dalla volontà di potenziare il market share domestico dove la siciliana Windjet (Sicilia) e Blue express (Blue Panorama) hanno una buona posizione. Nulla dovrebbe modificarsi rispetto ai numeri del mercato intercontinentale.

Restano tuttavia un paio di ostacoli affinché tale mossa possa davvero risultare efficace. Primo, la fusione deve ancora ottenere il nulla osta dall’Antitrust (non è più in vigore infatti la legge “Salva Italia” del 2008 che prevedeva per tre anni il “silenzio” dell’Autorità garante in caso di concentrazioni) e secondo, non ultimo, sia Alitalia che le due “acquisite” hanno i conti in rosso e si sa, due conti negativi si sommano… Rocco Sabelli (CEO Alitalia in procinto di lasciare) ha si razionalizzato i costi della compagnia ma non sembra essere riuscito a raggiungere l’auspicato pareggio di bilancio per il 2011.

L’azionista Air France non contribuisce certamente a rasserenare il clima: dopo aver venduto la piattaforma Amadeus (2010-11) ha annunciato un’altra sforbiciata ai conti per circa 2 miliardi di euro a recupero delle perdite maturate. I sindacati, ovviamente, insorgeranno. Alitalia va dunque meglio del suo azionista Air France? Diciamo che per ora va premiato in non immobilismo della compagnia italiana, in attesa che i conti facciano la differenza.

Giacomo Morandi

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