Adeguamento carburante fuori controllo

pompa.jpgCi risiamo! Non siamo soliti intervenire in maniera così “impegnativa” su un argomento che necessiterebbe certo uno spazio di discussione più ampio e soprattutto la presenza di un contradditorio (che evochiamo) ma persiste, addirittura imperversa in questo periodo di fermento per l'intervenuta alta stagione, la polemica intorno al famigerato adeguamento carburante, già discusso in questa sede la scorsa estate e che in questi ultimi mesi ha oggettivamente assunto i caratteri della farsa.

Avevamo come detto già affrontato, in termini generali, il discorso legato all'andamento del costo del carburante aereo indiscutibilmente collegato all'altalenante prezzo del pertrolio ma ora, di fronte ai numeri in crescendo davvero sproporzionati rispetto al reale caro petrolio, è necessario far chiarezza con i lettori.

Non è certo da questo post che partirà una “crociata telematica” contro i tour operators ma è corretto segnalare un degenerato, provocatorio e disonesto utilizzo di questa voce da contratto, unica a poter subire variazioni anche dopo l'avvenuta finalizzazione dello stesso.

graf.jpgVediamo perchè: se da un lato è ovvio che ad un aumento del prezzo del petrolio ne consegue un aumento del costo del carburante e di seguito una “rivisitazione” dei contratti tra tour operators e compagnie aeree (contratti definiti gioco forza in tempi diversi), dall'altro tale incremento non trova riscontro numerico nel corrispettivo chiesto alle agenzie e di seguito al consumatore finale. Basterebbe solamente moltiplicare la “quota” adeguata (per il lungo raggio di settembre fissata dalla maggior parte dei t.o. intorno ai 170 euro a persona) per il numero di passeggeri presenti su un aeromobile (ma il calcolo viene realmente considerato su numero totale dei posti a disposizione?) per comprendere che stiamo parlando di cifre realmente lontane da un onesto calcolo costo/ricavo; andrebbe poi affrontato il vero tema “scottante” tutto interno al tour operating e che riguarda il “ricarico” effettuato dai t.o. su tali adeguamenti.
Ciò avviene evidentemente a fronte di una ormai passiva rassegnazione dei fruitori di pacchetti turistici impossibilitati al tempo stesso sia a poter dimostrare la spoporzione di cui sopra sia nel poter contestare un rincaro oggettivamente plausibile nel contratto turistico stipulato. barile.jpg

Il monito, per quanto provocatorio e destinato con molta probabilità a restare inascoltato, è quello di sollecitare tutto il sistema turismo ad una maggiore serietà, permettendo a quest'ultimo in ogni caso di tutelarsi dai rincari non preventivabili, certo presenti, ma evitando di far si che esso cavalchi l'onda “perversa” del guadagno ad ogni costo col serio rischio di trovarsi di fronte un mare sempre più agitato (vedi ipotesi class action).

Giacomo Morandi