Sulle tracce di Anton Cechov: Mosca, la steppa e la regione del Don

cechov2.jpgSpesso è da un luogo e dall’ispirazione che da esso è stata tratta che sono nate le più grandi opere letterarie di sempre. Ci piacerebbe proporre, con questo nuovo spazio, l’approfondimento dei luoghi che sono entrati a far parte di alcuni capolavori della letteratura classica e moderna o che hanno segnato il genio di chi, in questi luoghi è nato o ha vissuto. Alcuni semplici itinerari o, meglio sarebbe dire alcune idee, per cogliere dal punto di vista del viaggiatore quel qualcosa in più dell’immenso piacere della lettura.

“Agli occhi dei viaggiatori già si stendeva la larga pianura sconfinata, divisa da una catena di colline. Il sole si era affacciato da dietro la città e con calma e lentezza cominciava la sua opera…

…Ma non era passato molto tempo che l’aria rimase ferma, la rugiada evaporò, e la steppa delusa riprese il suo solito aspetto di luglio. L’erba abbassò la testa e la vita sembrò finire. Le colline lontane, di un colore bruno che con la distanza sembrava violaceo, la pianura con il suo sfondo vago e il cielo capovolto sopra, che nella steppa, senza alberi nè alti rilievi, sembra paurosamente diafano e distante, apparivano adesso sconfinate, immobili in un torpore angoscioso…”

Anton Cechov: “La Steppa” 1887

Con questa meravigliosa descrizione, tratta da uno dei suoi racconti più famosi, Anton Cechov, grandissimo narratore e commediografosteppa.jpg russo della seconda metà dell’ottocento, omaggia il paesaggio e le genti della sua terra. Abbozziamo ora, senza la presunzione di fornire dettagli logistici ed economici, un ipotetico (ma non irrealizzabile!) itinerario sulle orme dei luoghi legati alla vita e all’opera di uno degli autori più apprezzati della immensa produzione letteraria e teatrale russa.

Il nostro viaggio dovrebbe cominciare a Mosca, città nella quale Anton si trasferì a 19 anni nel 1879 e dove diventò, dopo essersi iscritto a medicina, uno scrittore a tempo pieno. E’ facile, nella capitale della grande Russia, immergersi in atmosfere dense di richiami letterari. Qui infatti vissero innumerevoli scrittori famosi: le case di alcuni di loro, trasformate in musei, sono visitabili e spesso offrono uno spaccato della vita del tempo andato, ben oltre l’omaggio del puro pellegrinaggio culturale.

Sulla Sadovaja-Kudrinnskaja ulica, il tratto forse più bello dell’anello esterno del Belj Gorod (la città bianca), troviamo appunto la casa abitata da Anton Cechov, oggi museo, dedicato al grande scrittore con documenti, edizioni delle opere, ritratti e il suo studio.

Con un volo interno potremmo poi spostarci verso la regione del delta del Don, ricca di variopinte chiese e chiesette ortodosse che spuntano inaspettate abbellendo e caratterizzando i villaggi e le campagne. Rostov sul Don, il capoluogo della regione nevsky.jpg(220.000 abitanti), vi offrirà la possibilità di una suggestiva “traghettata” sul fiume a bordo di un battello di epoca sovietica e di ammirare le piccole e basse case di legno che caratterizzano il centro storico. Da non perdere una visita al caratteristico Kremlin, realizzato con eccezionale cura e davvero ricco di sfarzo e di decori (e dal quale si gode tra l’altro di una splendida vista panoramica) e al Monastero del saviour di Jacob situato nella parte occidentale della città, nei pressi del lago Nero, fondato nel quattordicesimo secolo.

120px-Taganrogmuseumofart.jpgLa steppa, ambiente naturale della grande madre Russia che ispirò alcuni tra i suoi figli più geniali…attraversandone un po’, si arriva al proseguimento naturale di questo itinerario verso la città natale di Anton Cechov: Taganrog, a soli 50 chilometri da Rostov sul mar d’Azov, dove lo scrittore nacque nel 1860. Tutto qui ci parla di Anton Cechov: la casa dove nacque, le scuole che frequentò e la piccola drogheria del padre dove lavorò da ragazzino; tutte le strade e le piazze di questa cittadina sono irrimediabilmente legate al passato, all’infanzia e alla gioventù di un genio che è diventato uno dei più letti scritori russi in tutto il mondo e che raggiunse, partendo da qui, una grande fama e popolarità.

Curiosità: anche Giuseppe Garibaldi arrivò nella città russa di Taganrog nel 1831 e nel 1833, in un’ osteria presso il porto egli conobbe alcuni esuli italiani appartenenti alla “Giovane Italia” e proprio in seguito alle conversazioni con questi compatrioti contemplò un’analisi della situazione italiana e cominciò a pianificare una strategia di lotta che portò all’unificazione della patria. In questo settembre l'”eroe dei due mondi” tornerà idealmente a Taganrog; qui verrà infatti inaugurato un monumento a lui dedicato, nell’ambito delle celebrazioni del 70° anniversario della Regione Rostovskaja, durante una giornata interamente dedicata all’Italia.

Federico Baldarelli

Segnaliamo on line:

www.turismoinrussia.com

www.taganrogcity.com

http://www.rsu.ru/region/home.html

Nelle foto:

Anton Checov (1860 – 1904)

La steppa russa

La Chiesa di Alexander Nevsky a Novocherkassk (nella regione del Don)

Il Museo delle belle arti di Taganrog

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