Le Alpi di Alexandre Dumas

Fu la convalescenza svizzera da uno scampato colera ad avvicinare Alexandre Dumas padre alla montagna. Nel 1832, uno dei più apprezzati scrittori di romanzi d’appendice (roman feuilleton) e l’autore di alcuni fra i più noti romanzi della letteratura europea come “Il Conte di Montecristo” e “I Tre Moschettieri” pubblicò “Impressions de voyage en Suisse”, un avvincente reportage delle sue esperienze montane vissute appena trentenne e raccontate con grande contagiosa passione:

Passo del Sempione

“Questa strada lascia Briga sulla sinistrae e si eleva con una pendenza visibile all’occhio, ma quasi impercettibile alla marcia, fino al colle del Sempione, per un tragitto di sei leghe… A mano a mano che si sale, la vegetazione e la vita scompaiono. Queste sommità non erano per nulla adatte a uomini e animali qualunque; lassù soltanto il genio poteva arrivare; lassù soltanto l’aquila poteva vivere. Il villaggio del Sempione, una conquista artificiale della valle sulle montagne, si stende mirevolmente come un serpente intorpidito sull’altopiano nudo e selvaggio. Nessun albero lo ripara, nessun fiore lo rallegra, nessun gregge lo ravviva. Bisogna far salire tutto dal fondovalle, e l’unico modo per vedere la vita che rinasce, la natura che rivive, è quello di scendere dai suoi due versanti. Quanto alla sommità, è il dominio dei ghiacci e delle nevi, è il palazzo dell’inverno, è il regno della morte.”

Meraviglioso inno alla montagna, al suo valore intrinseco, al suo sapore autentico. Parole a descrivere forme, forme trasmesse con parole. Lassù, dove il limite è sottile, la consapevolezza è piacevolmente disorientata al cospetto della natura ancora, di nuovo straordinaria…

Giacomo Morandi

La citazione è tratta da “In viaggio sulle Alpi” CDA&VIVALDA Editori, Torino 1996, titolo originale “Impressions de voyage en Suisse” di A. Dumas padre

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