Il Parco Ungaretti

Sabato 18 settembre a Castelnuovo (GO) si è tenuta l’inaugurazione del primo parco tematico dedicato a Giuseppe Ungaretti. I più noti studiosi del poeta hanno accompagnato i visitatori alla scoperta del progetto. Proprio in questi luoghi del Carso goriziano, il grande poeta infatti combattè e scrisse i suoi primi versi, raccolti poi ne “Il Porto Sepolto”. La realizzazione del progetto, nato dall’associazione “Amici di Castelnuovo” e ideato da Gianfranco Trombetta, è stata affidata all’architetto Paolo Bornello che ha sviluppato il percorso del Parco.
Il risultato è stato quello di restituire all’originaria bellezza la storica villa Della Torre-Hohenlohe e l’intera tenuta di Castelnuovo a Sagrado – ora in gran parte coltivata a vigne e ulivi – che si trova proprio nei luoghi dove furono combattute le prime battaglie sull’Isonzo. Proprio quell’area fu il teatro di guerra del soldato Giuseppe Ungaretti.
La villa, per un certo periodo, fu anche sede del comando militare italiano e proprio per questo conserva ancora sulle pareti delle sue sale i graffiti tracciati dai soldati inviati al fronte.

Chiamato alle armi sul Carso nel Natale del 1915, Ungaretti scrive nel fango della trincea, sugli involucri delle pallottole, sui bordi delle cartoline, ovunque ne abbia la possibilità e in quei giorni rivoluziona il modo di fare poesia: i suoi testi sono frammenti, schegge, versi scarni e fulminei, acuminate parole che esprimono la crudeltà della guerra.
Oggi quei versi, originariamente impressi su supporti così provvisori, prendono possesso in modo definitivo dei luoghi nei quali sono stati generati grazie alle incisioni su stele di pietra carsica, collocate nel Parco, a realizzare un itinerario che consente ai visitatori di avvertirne tutta la grandezza e l’attualità.

Un cammino storico culturale, ma anche un percorso artistico che vede la statua in bronzo del poeta realizzata dallo scultore Paolo Annibali e l’incisione del ritratto di Ungaretti da anziano disegnata da Franco Dugo.
Nel giardino della Villa, nuovi spazi e piccole opere artistiche permettono, tra soste di riflessione o di semplice riposo, di approfondire la conoscenza del grande poeta soldato e della sua rivoluzionaria innovazione.
Così in effetti può essere definito l’utilizzo, forse inevitabile, di quel linguaggio essenziale attraverso il quale Ungaretti descrisse in un modo tanto lucido quanto doloroso lo strazio universale e al tempo stesso personale della guerra.

Federico Baldarelli

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