Giacomo Leopardi: uno sguardo oltre la siepe

Recanati merita una visita. Il “natio borgo selvaggio” che diede i natali al celebre poeta e filosofo marchigiano fu il punto di partenza e sarebbe dovuto essere anche l’ultima tappa della sua vita piuttosto avventurosa ma così non fu: “stanco e sofferente”, infatti, non riusci a tornare e si spense a Napoli il 14 giugno del 1837. La vita di Leopardi fu, a tutti gli effetti, un continuo peregrinare tra Recanati, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Pisa, Parigi, Napoli e, se si pensa che allora occorreva un passaporto per raggiungere Milano, meglio si comprende il girovagare leopardiano. Per buona parte della critica motivi di salute ed insoddisfazione hanno giustificato tanto peregrinare, certo, ma le amicizie (Giordani, Pepoli, Ranieri), gli amori (Fanny Targioni Tozzetti) ed i più semplici incontri hanno senza dubbio reso questo errare infinitamente poetico ed introspettivo:

 

 

Il passaporto di G.Leopardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dai suoi scritti scopriamo Roma al tempo, e a suo dire, poco acculturata e Napoli, al contrario, apparentemente vivacissima. Accoglienze amichevoli a Pisa e Bologna, amicizie letterarie ovunque quando possibili. Stringe legami, lo scrittore, osserva, il poeta filosofo. L’immensa opera leopardiana e molto di più di un viaggio anche fosse (solo) quello di una vita; ci piace qui sottolineare sopra tutto il desiderio di cercare (fuori di Recanati) “ambienti più stimolanti” e culturalmente più aperti, lo sguardo “oltre la siepe”, quel bisogno, essenziale, della” sua” Recanati per poter dare un significato a tutto resto. Tutto ciò, più che mai, incarna il significato del viaggio, l’esigenza di partire e, ad ogni modo, di vivere oltre il desiderio innato di ritornare.

La vasta biblioteca recanatese (20000 volumi) – un’altra importante raccolta di opere si trova a Napoli – raccoglie solamente una parte dei suoi scritti ma merita di essere visitata così come l’alcova con dipinti di mitiche scene notturne, nelle stanze che hanno accompagnato l’adolescenza e la prima giovinezza del genio recanatese. Le tre pagine di catalogazione dei libri di una delle sale, scritte di pugno dal Poeta, dimostrano come egli partecipò attivamente, assieme al padre, all’allestimento di questa stanza. A Palazzo Leopardi erano sempre i libri, in continuo aumento, a conquistare gli spazi privilegiati e a mutare la destinazione d’uso delle stanze.

 

Link utili: casaLeopardi

Giacomo Morandi

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