Gruppo Ventaglio: la fine di un ciclo

Una difficile situazione finanziaria unita alla crisi che, numeri alla mano, ha letteralmente annientato alcuni dei più importanti t.o. nazionali, non ha risparmiato Viaggi del Ventaglio, segnando la fine di un ciclo. Bruno Colombo (presidente del Gruppo) lascia. La notizia, che circolava già da alcuni mesi, è stata “formalizzata” alcuni giorni fa dal vicepresidente Stefano Colombo senza mezzi termini: “Abbiamo firmato. La famiglia è fuori dai giochi”.

Gli addetti ai lavori ipotizzano (ma nulla è ancora scritto!) che i probabili acquirenti potrebbero essere nomi già noti al settore: Vittorio e Mario Manzini, e Alberto dal Zilio, che attraverso la società Poligest sembrano orientati ad entrare a far parte del capitale del Gruppo.

Bruno Colombo, ex-presidente Ventaglio
Bruno Colombo, ex-presidente Ventaglio

Al di là dei passaggi di consegna più o meno ufficiali e da verificare, ciò che colpisce è la “caduta” di una delle icone del turismo nazionale. Al pari di Franco Rosso e Guglielmo Isoardi, Bruno Colombo ha scritto le pagine della storia del turismo. Certo, diranno i più critici, dal 2001 Ventaglio non ha più avuto utili e le responsabilità di una gestione a dir poco superficiale su qualcuno dovranno pure ricadere; sta di fatto che finisce un ciclo, di quelli “da grande Torino” ci verrebbe da dire visto il caso. Ora tutto sembra dover passare da una gestione artigianal-famigliare del marchio, ad una gestione finanziario-industiale sull’onda dei successi ottenuti dai competitors di mercato.

La capacità gestionale ha sempre determinato la differenza, con o senza crisi. I giocatori oggi in campo nel turismo che conta sono i più meritevoli, senza se e senza ma, tra chi ha investito e chi ha capitalizzato il risultato è stato comunque quello di essere sopravvissuti.

Avere risorse (banche) è di certo fondamentale, vi sono tour operators cui è stato aperto credito ed altri cui sono state chiuse le porte ma ciò quasi sempre in relazione al potenziale valore delle società gestite o perlomeno rispetto al valore che si è riusciti a dimostrare. Si rifletta, piccoli e grandi t.o., sulla strada da percorrere.

Diventerà, già lo è, un mercato sempre più fagogitante. Resta la presenza, appetibile, di una domanda sempre forte e destinata a crescere cui dover rispondere con un’offerta possibilmente differenziata. Collaborare, per molte piccole realtà imprenditoriali, fare “distretto”, può voler dire salvarsi.

Giacomo Morandi

Un pensiero riguardo “Gruppo Ventaglio: la fine di un ciclo

  • 1 Novembre 2009 in 16:07
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    ke ne sarà dei soci vnm?

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