Turismo in stallo

La sensazione, non solo tra gli addetti ai lavori, e quella di un settore che non decolla, di un comparto che ha lasciato e sta lasciando sul campo morti e feriti il cui recupero

appare lento ed indecifrabile. Stallo appunto.

Si sono da poco asciugate le lacrime dei conti economici del 2012 ed è già tempo di pensare al da farsi. Meno allotment, meno voli charter e, più in generale, meno azzardo nell’investimento con il pensiero alle troppe teste cadute una dopo l’altra nelle trascorse “magre” stagioni (Viaggi del Ventaglio, Eurotravel, Viloratour, Albatour solo per citarne alcuni).

Ottimismo certamente! Non si fa impresa se non si pensa positivo: i numeri, è pur vero, non ci sono ma si cerca di far cassa attraverso una maggior attenzione alla marginalità sul venduto. Chi ha intenzione di partire (pochi) si trova nella condizione di poter spendere e questo depone a favore di coloro che, dai banchi delle agenzie di viaggio, può e deve saper gestire al meglio un numero esiguo ma meno “volatile” di clienti.

Banche e finanze private, attraverso scelte più o meno oculate, stanno mantenendo in vita il settore confidando nell’inevitabile ripresa. Non si tratterà di accanimento terapeutico, chi saprà esserci raccoglierà davvero i frutti con l’auspicio di non dover rimandare di nuovo la raccolta…GM

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