Lettera aperta al Ministro Massimo Bray

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Il post di oggi è una lettera aperta al Ministro dei Beni e delle Attività Produttive Massimo Bray il quale da pochi giorni ha delega sull’attuale Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, erede del

Ministero del Turismo e dello Spettacolo, istituito con la legge del 31 luglio 1959, e soppresso in seguito al referendum popolare del 15 aprile 1993.

Fatte salve le funzioni del Dipartimento che:

esercita compiti di elaborazione degli indirizzi generali, dei principi e degli obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo competitivo del sistema turistico nazionale; iniziative di incentivazione in favore del settore turistico, programmazione e gestione di fondi strutturali; vigilanza sull’ENIT, sull’Automobile Club d’Italia e sul Club Alpino Italiano,

dedichiamo alcune righe a quegli aspetti, a nostro avviso prioritari, verso i quali sarebbe opportuno concentrarsi per il bene di un intero settore che “muove”, miliardo più miliardo meno, 12 punti circa del PIL nazionale. La convinzione di chi scrive è che il comparto turismo contribuirà da attore protagonista nella auspicata ripresa economica del nostro paese.

Il concetto di visibilità sarà il primo a fare la differenza. È certamente importante essere efficienti, competitivi in termini di offerta ricettiva, ma rendere il tutto quanto più visibile è senza dubbio fondamentale. In questo, pur essendo l’Italia una delle mete più conosciute al mondo, si può e si deve fare di più.

Un esempio? Le Dolomiti. Fino a qualche anno fa la presenza di turisti stranieri, particolarmente russi e spagnoli, non era stata così forte come negli ultimi due tre anni. Si dirà la crisi! Si è trattato invece di prendere contatti, avvicinarsi al consumatore, pianificare trasferimenti ad hoc e servire un “piatto” indiscutibilmente già pronto e vincente.

Essere in grado di seguire gli orientamenti e le richieste (sovente anticipandole) del turismo internazionale. Un altro esempio in tal senso? La Versilia. Ha saputo intercettare il turismo gay friendly e conciliare la crescita con il mantenimento dell’ottimo standard di servizi.

Chiediamo al neo Ministro di “metterci la faccia”, di essere un volto in una bandiera (per questo ci vuole carisma certamente, e staremo a vedere). Promuovere, esportare anche attraverso le vetrine dei meeting internazionali, con un ruolo di raccordo tra la domanda (il turismo di quel paese ha le seguenti esigenze…) e l’offerta. Abbiamo una varietà in tal senso che rende il nostro paese così eterogeneo da scoraggiare qualsiasi rivale.

Perché la visibilità? Perché se vi domandaste quali sono stati negli ultimi anni gli italiani ministri del turismo, sono certo che ricordereste a malapena il ministro Brambilla, per meriti non suoi, o il ministro Rutelli, alle prese con l’inglese maccheronico del progetto Italia.it. Questo per evidenziare quanto l’immagine e, soprattutto, la credibilità in certi ruoli (senza nulla togliere alle qualità personali degli ex ministri sopracitati) restino strumenti imprescindibili.

Credibilità e visibilità, Signor Ministro. Si faccia diretto portavoce esportando un messaggio, una destinazione, una cultura (la Notte della Taranta non può che rappresentare un punto di partenza). In tutto il mondo saranno ben lieti di ospitarla. Ci sorprenda, da illustre sconosciuto (permetterà), si conceda una metamorfosi e dimostri che non si tratta di un fatto di poltrone (tanto più senza portafoglio) ma di opportunità per dimostrare di “saper fare” e, non da ultimo, di voler bene al proprio paese. Viaggi, anche lei dunque, se non fosse che per dare il buon esempio…

GM

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