Le "variabili" del turismo

Il turismo è sempre stato oggetto di instabilità di varia natura: politiche, climatiche ed economiche. Come sta reagendo il mercato di fronte all’attuale congiuntura internazionale legata direttamente ad alcuni dei paesi simbolo del turismo di massa? I manuali sono ricchi di considerazioni legate alle possibili variabili (si pensi al clima) rispetto alle quali si è indotti o meno a prenotare la propria vacanza; gli stessi manuali sono spesso  più “cauti” nell’analizzare la psicologia che ruota intorno all’atteggiamento mostrato di fronte a dette congiunture. In questo periodo gli organi di informazione (nel pieno esercizio delle loro facoltà) dimostrano a pieno regime il loro forte impatto sull’opinione pubblica come strumenti essenziali da cui attingere notizie di cronaca che in questa fase, va da sé, non contribuiscono certo ad invogliare a mettersi in viaggio. 

Tutto il settore vive in una sorta di “limbo” esistenziale , in cerca di assicurazioni che nessuno può serenamente trasmettere se non mostrando un ottimismo evidentemente interessato. Ciò che accade non sorprende (ma preoccupa!) i “veterani” fra gli addetti ai lavori, che hanno vissuto nel tempo ogni vicissitudine e sono orientati a riflettere sulle circostanze in modo pratico, per quanto possibile lungimirante, secondo la “logica” della Napoli Milionaria del grande Edoardo “…ha da passà ‘a nuttata”

Ma come contribuire a riportare la serenità in un momento economicamente e politicamente “inafferrabile”? Si sta determinando un assestamento sia in ordine agli aspetti più direttamente commerciali (entità delle commissioni e più in generale rapporti tra tour operators e distribuzione) sia per quel che riguarda i contratti stagionali (in essere o in itinere) che i tour operators stanno pianificando sulle singole destinazioni turistiche “interessate” come nel caso emblematico di Tunisia ed Egitto, mete che occupano solitamente un’ampia fetta del mercato nei mesi precedenti l’estate (questi!) e che stanno vivendo un’auspicabile primavera democratica non certo priva di incertezze rispetto alle concrete possibilità di successo. Lo stesso pricing dei pacchetti turistici, in evidente evoluzione, non ha comportato per ora (come è giusto che sia) un netto abbassamento, anche a fronte delle richieste dei consumatori più “cinici”.

Le destinazioni di lungo raggio hanno già subito duri colpi nel passato recente (Messico e Haiti-Santo Domingo su tutte) e si stanno lentamente riprendendo. Il medio raggio, come detto, sta subendo la stessa sorte su prodotti (Mar Rosso e Tunisia) che consentivano, consentiranno, un’ampia distribuzione della vendita in quasi tutti i mesi dell’anno. Due le previsioni: “crisi lampo” (soluzione diplomatica) in Libia e normalizzazione dei processi “democratici” già avviati in Tunisia ed Egitto, riparte il mercato (che già da segni di ripresa). In alternativa, per i più pessimisti (realisti?): difficoltà nella gestione della crisi libica, allungamento dei processi di normalizzazione in Tunisia ed Egitto, stagioni perse per entrambe le destinazioni. Nel primo caso, stiamo vivendo ” ‘a nuttata”, nel secondo, alcuni tour operators, i meno “coperti”, potrebbero cadere in seria difficoltà.

Giacomo Morandi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *