Crisi voli: evidenziare i meriti del settore

mercoledì, aprile 21, 2010 14:26

Passeggeri tutelati, gravi perdite per le compagnie. Permane negli aeroporti italiani una naturale fase di riassestamento.

Cerchiamo di ragionare un po’ più “a freddo” e dati alla mano, sulle conseguenze del blocco aereo di questi giorni: la stima della IATA, l’associazione internazionale del trasporto aereo, parla di perdite per 1,26 miliardi di euro per le compagnie aeree mondiali. La crisi, breve nel suo decorso temporale (si spera nella ripresa delle normali attività aeroportuali entro un paio di giorni dato che il vulcano sembra aver perso gran parte della sua potenza) ma enorme in relazione all’area investita, avrebbe colpito il 29% dell’aviazione mondiale.

In particolare secondo la Iata, i costi hanno raggiunto circa i 300 milioni di euro (400 milioni di dollari) tra il 17 e il 19 aprile, le due giornate più critiche. La crisi inoltre ha riguardato 1,2 milioni di passeggeri al giorno.

Oltre a questi dati, c’è da rimarcare l’impegno enorme e la serietà con la quale compagnie aeree e tour operator, a parte le solite ma rarissime eccezioni, hanno affrontato una crisi che, oggettivamente grave nel suo complesso, ha rischiato nella fase “più calda”, di assumere proporzioni perfino impossibili da decifrare. Se il perdurare delle eccezionali condizioni atmosferiche legate alla nube vulcanica fosse proseguito anche per pochi giorni infatti, l’evento avrebbe probabilmente causato ripercussioni economiche addiritura irreversibili per una fetta importante dell’intero settore del trasporto aereo.

Va dato atto invece a quasi l’intero comparto di avere mantenuto massimi livelli di “sangue freddo”, in una situazione che non solo dal punto di vista finanziario ma anche da quello oggettivo-logistico è diventata a dir poco complicata da gestire con milioni di passeggeri in attesa di imbarcarsi.

Certo, testo alla mano, La Carta del Passeggero (regolamento europeo 261/04) prevede che “anche in caso di cancellazioni causate da «eventi eccezionali» la compagnia aerea deve offrire  al passeggero la possibilità di scegliere tra il rimborso del biglietto oppure l’imbarco su un altro volo, il prima possibile o in una data successiva  più conveniente per il cliente. Il vettore è tenuto anche a garantire al cliente un’adeguata assistenza a terra. Nel caso di avverse condizioni meteo determinate da circostanze eccezionali non è previsto invece il risarcimento per i disagi subiti dal passeggero. Il vettore deve garantire al passeggero in attesa di un volo successivo pasti, bevande, eventuali pernottamenti, trasferimenti da e per l’aeroporto, due chiamate telefoniche, fax o email“.

C’è da dire innanzitutto che il regolamento europeo è stato redatto in un periodo ove l’oggettiva confusione riguardante le troppo generiche “cause di forza maggiore” aveva determinato l’esigenza di un quadro più chiaro e che potesse maggiormente tutelare il consumatore.
D’altra parte però è giusto sottolineare che il riferimento del caso specifico ad “avverse condizioni meteo determinate da circostanze eccezionali” seppur formalmente corretto, non tieno conto, a nostro avviso, del fatto che le stesse circostanze hanno imponderabilmente coinvolto un’area geografica (e di conseguenza causato un impatto economico) dalla vastità enorme.
Va evidenziato quindi, al di là di questo, come l’intero sistema, nel momento di emergenza, abbia fatto fronte comune nel rispettare alla lettera quanto previsto dalla citata carta.

La maggior parte dei vettori nel nostro paese e non solo, ha infatti garantito ai passeggeri l’assistenza richiesta in aeroporto, anche se per i pernottamenti è dovuto subentrare per forza di cose l’intervento ausiliario della Protezione Civile, ed è pronta ad assicurare tutte le tutele di chi ha perso il proprio diritto al viaggio, anche dal punto di vista economico.

In questo contesto, anche i Tour operator hanno fatto ampiamente la loro parte; come affermato dal direttore di Astoi Alberto Corti (foto), “gli operatori sono tenuti a provedere, per i passeggeri in partenza al rimborso dell’intero pacchetto”.
E’ ovvio poi che in molti casi possano subentrare, in accordo con i viaggiatori, riprotezioni con la proposta di un eventuale cambio data (provvidenziale in questo caso la bassa stagione) o con il “congelamento” di un voucher a scadenza per l’importo del pacchetto non usufruito.

Inevitabili le discussioni che si stanno verificando in queste ore: se da un lato si sono levate forti critiche, prima fra tutte quella del ministro degli esteri francese Bernard Koucher, che ha affermato che l’Europa “dovrà riaggustare le sue disposizioni”, dall’altro sono stati già annunciati forti provvedimenti a sostegno dell’intero settore del trasporto aereo.

In attesa degli sviluppi sarebbe opportuno comunque che un settore, troppo spesso populisticamente bistrattato dall’informazione pubblica a causa di sporadici casi che prendono sempre il sopravvento per il loro inevitabile impatto comunicativo, venga per una volta preso ad esempio per la serietà e la coerenza messa in campo anche, come detto, in un momento che definire difficile è senza dubbio riduttivo.

 

Federico Baldarelli

il sito dell’ENAC


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