Turismo on line, l’Italia cresce ma rincorre ancora

giovedì, maggio 8, 2008 13:53

artic3.jpgCi è spesso capitato di parlare su queste pagine del peso delle transazioni on line nel complesso sistema economico-turistico. Grazie ad un’indagine dello studio Casaleggio e Associati, pubblicata su TTG news del 1 maggio 2008, possiamo affrontare un’analisi sulla base di dati di vendita molto recenti relativi all’anno 2007.

Iniziamo con il dato principale: le transazioni globali on line del settore turistico (primo in assoluto in questa classifica) ammontano per l’intero 2007 a 7,36 milioni (dato riferito al numero di ordini).
Segue il settore generico “Leisure tempo libero” con 6,07 milioni e, piuttosto staccati, i settori dell’elettronica (2,76), editoria (2,14), alimentare (1,53), assicurazioni (1,49), moda (0,46) e salute (0,25).

Il fatturato dell’e-commerce italiano (4,8 milardi di euro) cresce ma arranca ancora faticosamente rispetto agli altri paesi dell’Europa che hanno mosso complessivamente 210 miliardi.
Il turismo, seppure anch’esso in debito nel confronto europeo, resta il traino dell’intero movimento, fatturando più del 48% (2,3 milardi di euro) dell’intero comparto.

Il predominio cala però clamorosamente in riferimento al valore medio delle transazioni che per il turismo è di appena 123artic2.jpg euro contro, ad esempio, i 322 euro del settore leisure.
Verrebbe da pensare ad un utente tipo quindi, che si avvicina sicuramente di più rispetto al passato a questo tipo di transazione ma che, non fidandosi ancora al 100%, preferisce farlo per le transazioni minori (il classico esempio potrebbe essere la prenotazione alberghiera per poche notti o il volo low cost) e che nella maggior parte dei casi si affida ancora ai canali classici per quel che riguarda l’acquisto dei pacchetti turistici o anche dei singoli servizi più costosi.

Il deficit dipende ad ogni modo in larga parte dalla diffusione del mezzo informatico; il dato percentuale degli italiani che utilizzano internet regolarmente, registra infatti un modesto 33%, contro una media UE superiore al 50% con punte superiori all’80% in parecchi paesi del nord Europa; peggio di noi solo Romania, Bulgaria e Grecia. Da sottolineare comunque che, mediamente, i costi per la connessione (sopratutto a banda larga) restano da noi piuttosto elevati se confrontati con quelli degli altri paesi.

artic1.jpgResta a nostro avviso, come concausa del ritardo, una buona dose di scetticismo sui pagamenti on line, che coinvolge in particolare la carta di credito, sistema di pagamento più diffuso; c’è da chiedersi (e qui le statistiche faticano nel fornire le risposte adeguate), quanto su questo atteggiamento possano poi pesare fattori quali la diffusione delle truffe (in effetti nel nostro paese piuttosto ampia),  una buona dose di terrorismo mediatico e, non da ultimo, l’effettiva necessità di affinare i sistemi di protezione, controllo e sicurezza.

Federico Baldarelli


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