Tour operators. Qual è il giusto prezzo? – Prima parte

prezzo.jpgCome fanno i tour operators a determinare il prezzo d’offerta da pubblicare sul proprio catalogo? E’ ovvio che la risposta a questo quesito è da ricercarsi nell’analisi dei costi che l’operatore stesso incontra per il confezionamento del prodotto turistico.

Possiamo innanzitutto definire la prima differenza nella classificazione dei costi:
i costi diretti sono quelli relativi ad esempio alla soluzione ricettiva (alberghiera o extralberghiera), al vettore, ai transfer effettuati, ai servizi di assistenza e di accompagnamento (guide) in loco e a tutto quanto in genere deriva dall’esperienza nell’organizzazione di viaggi.
E’ naturale poi che all’interno di questa categoria siano preventivabili sia i costi “fissi”, che non variano cioè al variare dei partecipanti al viaggio (come ad esempio il costo per l’accompagnatore di un tour che in genere è in grado di seguire un numero massimo di partecipanti deciso dal tour operator) che i costi cosiddetti “variabili”, che mutano invece direttamente con il numero dei partecipanti; un esempio a questo proposito potrebbe essere rappresentato dal costo per i pernottamenti o i pasti prenotati in una determinata struttura alberghiera.
Per determinare l’incidenza dei costi fissi sulla singola persona è necessario che il tour operator faccia una “previsione” dei turisti che effettueranno il viaggio e suddivida su questo valore previsto il costo fisso. Per i costi variabili è agevole ipotizzare un’imputazione unitaria molto più diretta.

Molto semplicemente presentiamo qui un esempio sull’individuazione del costo diretto di un ipotetico pacchetto turistico della durata di una settimana per singolo partecipante, ponendo il caso che gli unici costi diretti da computare siano:
a) 500 euro per il costo di una guida turistica e dell’assistenza
in loco settimanale
b) 15 euro a pasto per 8 giorni (ipotizzando per semplicità due pasti
giornalieri)
c) 30 euro a notte per persona per 7 pernottamenti.

Ipotizzando 10 partecipanti per il nostro viaggio, dividiamo il costo diretto fisso (quello della guida) per 10 ottenendo il valore di 50; a questo aggiungiamo i costi variabili e cioè il valore di 15 euro x 2 pasti giornalieri x 8 giorni (240 euro) e 30 euro per 7 pernottamenti (210).
La somma di 500 euro (50 + 240 + 210) è appunto il costo diretto unitario per partecipante.
Una volta individuato tale costo, si può procedere alla determinazione del prezzo del pacchetto turistico in questione indicando una percentuale da “caricare” sul costo detta “mark up” o molto più comunemente “margine”.
Fissando un mark up del 30% sul nostro semplicistico pacchetto dell’esempio otterremo un prezzo di vendita di 650 euro (500 euro “ricaricate” del 30%)

Attenzione a non confondere il mark up con il “guadagno effettivo” che il tour operator trae per ogni partecipante!
Infatti tale guadagno effettivo dipenderà, oltre che da una corretta previsione delle vendite (per preventivare in modo oculato il budget relativo ai costi fissi), anche e sopratutto, dalla capacità del mark up di coprire tutti i costi indiretti….

….continua

Vedremo nella seconda parte dell’articolo, in uscita lunedì 30/10, quali sono i fattori da tenere in considerazione per l’applicazione del mark up adeguato che copra i costi diretti e indiretti e che garantisca un certo margine di guadagno.

 

Federico Baldarelli

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