Clusterizzazione: la nuova frontiera del marketing

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Viene considerata dagli addetti ai lavori la “nuova” frontiera del marketing, una novità strategica al perseguimento dei profitti aziendali. Clustering (clusterizzazione) è, in realtà, un

argomento che rientra in una più ampia materia del marketing (applicato al turismo nel nostro caso) legata alle tecniche di segmentazione del mercato, una serie di modelli derivati dalla metologia della ricerca statistica.

La definizione dottrinale di clustering, letteralmente “analisi dei gruppi”, è: “un insieme di tecniche di analisi multivariata dei dati volte alla selezione e raggruppamento di elementi omogenei in un insieme di dati.”

Le tecniche di clustering si basano su misure relative alla somiglianza tra gli elementi. Si tratta di uno strumento utile per ottimizzare le azioni di marketing e si differenzia a seconda degli scopi che s’intendono perseguire nella classificazione omogenea dei clienti. Nella maggior parte dei casi viene utilizzato per i seguenti principali motivi: indirizzare meglio le offerte, agire tempestivamente anticipando le mosse del mercato, fidelizzazione del cliente, individuare i clienti in relazione alla disponibilità economiche, individuare intermediari/collaboratori in base alla propria capacità a vendere.

Propri quest’ultimo aspetto si riscontra direttamente e, in molti casi, drammaticamente, anche nell’ambito turistico. Cerchiamo di spiegarci meglio: se da un lato operando una clusterizzazione sul miglioramento del servizio erogato si riqualifica l’offerta a beneficio di un miglior rapporto cliente/operatore (agenzie di viaggio in primis) aumentando così il grado di fidelizzazione tra gli stessi; la stessa clusterizzazione effettuata sulla capacità di spesa o di produzione, che ha il mero scopo di massimizzare le attività produttive, crea un corto circuito e condiziona le relazioni industriali all’interno del sistema stesso tanto più nel caso di network agenziale.

Sta accadendo che gli operatori delle aree “penalizzate” dal punto di vista produttivo (centro-sud per intenderci) siano sottoposti, da chi li dirige, a trattamenti economici e operativi differenti rispetto a chi, in aree molto più competitive, le cosiddette eccellenze produttive, viene “sfruttato” al massimo perchè il territorio nel quale opera lo consente, essendo il cluster di riferimento, più “sfruttabile”. Più banalmente la logica resta quella della “gallina dalle uova d’oro” che, in questo caso, determina diverse condizioni lavorative e un potenziale sfruttamento del lavoro non sempre accompagnato da profitti corrispondenti.

GM

 

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