Lo stato della rete ferroviaria italiana

logo2.jpgLa rete ferroviaria italiana ammonta a 16222 km di linee, valore pressoché identico al 1950, tenendo anzi conto di una soppressione di quasi 4000 km in cinquanta anni. Il servizio è gestito per l'82% da FS e per il 18% da società concesse. I dati (al 12/2006) evidenziano nettamente le tante occasioni perse dalla ferrovia nel far fronte all'aumento della domanda di mobilità, anche a scopo turistico. La responsabilità di tutto ciò ricade direttamente a livello politico dato che i Governi fino agli anni '70 hanno privilegiato il trasporto su gomma (sarebbe interessante, ma non in questa sede, analizzare l'argomento nel dettaglio) relegando la ferrovia ad un ruolo marginale e gestendola con criteri del tutto assistenziali anziché secondo logiche di mercato.

Nel dopoguerra, essendo la nostra rete ferroviaria in condizioni disastrose, fu deciso il ripristino delle linee secondo lo sviluppo esistente al 1939. Il mancato potenziamento ed ammodernamento causò una spirale crescente nel rapporto costi-disservizi con notevoli esborsi solo per contenere il progressivo disavanzo che si andava accumulando.

E i nodi al pettine di uno sviluppo squilibrato sono oggi visibili agli occhi di tutti. Disponiamo di 5000 km di linee definite “commerciali” , cioé con margine lordo in attivo di gestione, contro ben 11000 km “non commerciali”, solo per rimanere nelle FS (Trenitalia docet). Sono tutte “non commerciali” le ferrovie concesse.tav2.jpg

Le linee “in attivo” sono quelle ad alta frequentazione di passeggeri con domanda fortemente in crescita. Esse coincidono con le tratte Milano – Napoli e Torino – Venezia che sono la base del progetto alta velocità e che si ricollegano ai “famosi” progetti comunitari (UE) di corridoi transnazionali definiti per sviluppare il trasporto merci e persone con l'obiettivo non secondario di abbattere i livelli di inquinamento atmosferico derivanti dal trasporto, soprattutto di merci, su gomma.

bin2.jpgSono invece in passivo le linee a carattere locale e regionale, in un primo momento destinate ad una progressiva riduzione e ad oggi “rilanciate” grazie al coordinamento di tutte le modalità di trasporto a cura delle singole regioni (vedi Lombardia e Lazio). Per ciò che concerne l'alta velocità, dei circa 1000 km di rete progettati, solo 600 (scarsi) sono regolarmente funzionanti. I restanti progetti di ampliamento sono necessariamente legati ai finanziamenti/tagli delle annuali leggi finanziarie: attendiamo con curiosità radicali inversioni di tendenza.

Giacomo Morandi

FONTE DATI (TAV e FS, 12/2006)

Link utili: Ferrovie dello Stato