L'Italia introvabile sul web

art3.jpgPiù volte abbiamo affrontato l'argomento dei sempre più stretti rapporti tra turismo e web dal punto di vista dell'utente della rete, analizzando la sua potenziale capacità di poter influenzare il mercato turistico attraverso l'utilizzo del web.
Oggi, rovesciando in qualche modo la prospettiva dei discorso, andiamo ad analizzare le enormi opportunità (non sfruttate

 appieno) che il web potrebbe consegnare al nostro paese sul fronte della promozione del turismo incoming.
Apprendiamo infatti, attraverso un articolo di TTG News del 2 giugno, che secondo lo studio “Il processo di pianificazione del viaggio nell'era digitale“, realizzato da Synovate, commissionato da Google e basato su 1600 interviste in tre importanti mercati dell'incoming italiano come Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna, il belpaese risulterebbe molto “difficile” da rintracciare sul web per i potenziali turisti stranieri.

La statistica in pratica mette in evidenza la forte discrepanza tra l'interesse mostrato dagli utenti, desunto dalle parole chiave utilizzate nei motori di ricerca, e l'effettivo riscontro nella prenotazione effettiva, non necessariamente on line.
Secondo Roberto Brenner di Google Italia infatti “L'Italia ha la percentuale più alta tra la considerazione e l'effettivaart2.jpg realizzazione del viaggio, con ben 11 punti di distacco. La Francia ad esempio ne ha solo 7, le Gran Bretagna 4 e la Germania 3. Sembra – continua Brenner – che il sistema turistico italiano non abbia compreso l'importanza del cosiddetto posizionamento sui motori di ricerca“.
In pratica dallo studio risulterebbe anche un'errata priorità della promozione delle caratteristiche del prodotto turistico italiano.
Quello che stupisce dalla nostra analisi è che non si dà grande importanza al mare come motivazione di viaggio, e non si considera che la maggior parte dei turisti che si interessano all'Italia non sembra eccessivamente preoccupata dei prezzi. Su Google.de ad esempio, con la ricerca per le parole chiave “vacanza” e “mare”, non appare nessun risultato rilevante sull'Italia mentre spopola la Costa brava, e addirittura andando a sostituire la parola vacanza (Urlaub) con la parola Italien, la situazione non cambia di molto, con solo qualche informazione sporadica riguardante singoli hotel“.

L'analisi di Google arriva addirittura ad affermare che il 41 per cento dei navigatori che voleva visitare l'Italia, ha poi deciso per altra località, dopo aver forse inutilmente ricercato le informazioni necessarie sulla rete.
Messa così, la conclusione sembra a nostro avviso un po' troppo cruda e, forse da “affinare” perchè ci sembra  art4.jpgforzato comprendere nella voce “navigatore che voleva visitare l'Italia”, un potenziale turista straniero che può ad esempio aver effettuato la ricerca di informazioni turistiche per decine di paesi diversi.
Il dato dovrebbe comunque far riflettere chi di dovere e far comprendere come probabilmente, nell'era del web, si possa sacrificare qualche investimento nella promozione effettuata attraverso i canali classici per favorire invece una migliore efficienza della web promotion sui mercati esteri che, se effettuata in modo funzionale ed oculato, risulterebbe tra l'altro molto più semplice e decisamente meno costosa.

Federico Baldarelli.

Fonte Intervista: TTG News 2 giugno 2008.