Guida turistica: venti di cambiamento sulle norme di abilitazione

imagesCA7NDC6BL’abilitazione alla professione di guida turistica a livello nazionale si otteneva finora attraverso autorizzazioni provinciali, in qualche caso regionali così come descritto in un nostro precedente post. Dal mese scorso, più precisamente dal 4 settembre e con l’entrata in vigore della legge del 06/08 2013, n° 97 denominata “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea”, tale abilitazione risulterebbe valida su tutto il territorio nazionale e garantirebbe la libertà di esercizio di attività economiche da parte di tutti i cittadini UE in tutti i paesi dell’Unione. A prima vista sembrerebbe un semplice aggiornamento burocratico, nella sostanza è uno spartiacque che creerà, sta già creando, polemiche da più parti.

Non si può comprendere quanto sta accadendo se non si conosce il cosiddetto sistema di monitoraggio europea Eu Pilot: si tratta in sostanza di un meccanismo di controllo da parte della commissione europea rispetto all’applicazione del diritto dell’UE o alla conformità con quest’ultimo della legislazione di un singolo Stato membro.

Nel caso specifico che riguarda l’attività di guida turistica, il nostro governo ha ricevuto una sorta di ammonimento (anticameera di una procedura di infrazione) rispetto alle vigenti normative europee che appunto garantiscono la libertà di esercizio a livello nazionale e estendono il diritto di esercitare a tutti i cittadini UE.

L’insurrezione immediata da parte delle associazioni di categoria non si è fatta attendere; l’argomento principale della critica riguarderebbe l’adeguamento alle normativa europea considerato deleterio per il settore visto che, particolarmente in Italia, data la quantità e varietà della materia, risulterebbe impossibile prevedere una figura professionale adeguatamente preparata.

Quel che è certo è che il nostro paese possiede un patrimonio artistico di valore inestimabile e non sempre equiparabile a quello degli altri paesi europei. Adeguandosi alla normativa europea, l’Italia rappresenterebbe il primo palcoscenico in ordine di importanza ad aprire il sipario a quella che sarà un’arena di competizione tra le più ambite e feroci.

 

GM

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