Assicurazione: risarcimenti illimitati

Fa discutere in questi giorni la sentenza 75/2012 dell’Alta Corte secondo la quale il risarcimento al viaggiatore, in caso di richiesta danni per sinistri avvenuti al di fuori dell’Unione europea nell’ambito di pacchetti “tutto compreso”, non può più essere soggetta a massimali. Nel caso di danni alla persona dunque tale risarcimento risulta ora illimitato.

Le statistiche sono chiare: ogni anno le richieste di rimborso per danno alla persona sono innumerevoli e spesso ingiustificate ma, si sa, il nostro è un paese dove per la legge “le vie del signore sono infinite…” Non è questa del resto la sede per discutere di quanta strada occorra per raggiungere il giusto grado di civiltà tuttavia quanto avvenuto a seguito della sentenza dell’Alta Corte merita un breve approfondimento.

Il tetto precedentemente previsto per una richiesta di risarcimento per danno integrale alla persona (fisico, psichico o morale) era di 313.500 euro; con l’avvento del “risarcimento illimitato” una delle più immediate conseguenze per i viaggiatori sarà quella di doversi confrontare con un aumento della polizza assicurativa legata al viaggio, logico compromesso secondo il principio azione-reazione rispetto all’incremento dei costi di stipula per i tour operator organizzatori.

Difficile per ora prevedere un equilibrio della situazione tra le parti interessate (associazioni e network). Appare questo come uno di quei casi dove, per tutelare i casi più difficili (certamente presenti) si rischia di destabilizzare il sistema con il solito schiaffo al consumatore onesto con buona pace delle compagnie assicurative.

Giacomo Morandi

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