I viaggi di nozze non vanno in crisi

Il settore “Fiori d’Arancio” continua a registrare incrementi, e sempre più si prenota con largo anticipo.

In un periodo in cui, come ormai arcinoto, la recessione internazionale sta investendo più comparti economici, anche il turismo, che dimostra in linea generale livelli di tenuta più che accettabili, comincia inevitabilmente ad accusare qualche difficoltà.
Una controtendenza decisamente confortante sembra tuttavia provenire dai viaggi di nozze che farebbero registrare in questo periodo significativi incrementi della domanda. Il tour operating sta aumentando infatti gli investimenti sul target specifico, che si è dimostrato nel tempo molto redditizio e con alti livelli di fidelizzazione.

Da un sondaggio che riportiamo dal numero 1224 di Guida Viaggi del 23/02/09 tra alcuni dei principali tour operator del settore risulterebbe (anche se i dati in possesso dei vari to non sono identici) che l’85% delle coppie non rinuncia al viaggio di nozze e che circa il 70% dei viaggi stessi preveda una meta a lungo raggio. I viaggi di nozze inoltre non sembrano conoscere ridimensionamenti neanche in relazione alla durata e al costo.
Per un operatore come Viaggi del Mappamondo ad esempio, la fascia sposi rappresenta circa il 30% del traffico e quel che più colpisce è che a detta del direttore commerciale Massimo Bianchessi “Il valore medio per pratica si aggira intorno ai 10-12.000 euro a persona, dato che scaturisce dalla forte presenza di una clientela di nicchia, specialmente se sceglie mete quali Polinesia e Australia”.

Considerando inoltre che la maggior parte del “partito” di questo particolare settore si concentra nel periodo maggio-ottobre è interessante verificare quanto tempo prima avvengono le prenotazioni dal momento che la maggior parte delle adv, proprio in questi mesi, solitamente di basso afflusso e in cui la situazione pare particolarmente aggravata dalla crisi generale,  sta strategicamente concentrando la propria attenzione sul target in questione.

Ebbene rispetto al passato sembra aumentata la tendenza a prenotare il proprio viaggio di nozze con un ampio margine temporale di anticipo.
La percentuale delle coppie che prenota sei mesi prima si attesta infatti al 56,3% nel 2009, contro, ad esempio, il 40,6% del 2006 e il 21,7% del 2005.
Fa riflettere il fatto che, sempre nel 2005, ben il 56,7% delle coppie prenotava solo entro 3 mesi prima e il 19% si affidava addirittura ai last minute o a prenotazioni nell’ultimo mese.
Nel 2009, secondo i dati del sondaggio Guida Viaggi, solo il 30,5% degli sposini prenotano con un anticipo di almeno tre mesi e il 5,5% punta ancora sulle prenotazioni dell’ultimo minuto.
La tendenza generale alla pianificazione anticipata del viaggio di nozze è suggellata infine dal fatto che, il 7,4% delle coppie preferisce ad oggi, aggiungiamo noi sospinta dalla tendenza delle Crociere che premiano l’anticipo con sostanziosi sconti, fissare il proprio viaggio già un anno prima; fa riflettre il fatto che nel 2005 coloro che ricorrevano a questo larghissimo anticipo erano solo l’1,3%.

E’ naturale che, in periodi particolari come questo, sempre più si avverta, da parte dei TO e degli altri attori del mercato turistico, la necessità di mantenere una certa omogeneità dei flussi di liquidità durante l’anno.

In quest’ottica, e proprio per la particolare cadenza temporale prenotato-partito che tende a concentrare le entrate in periodi di bassa stagione, il segmento viaggi di nozze è da considerarsi a nostro avviso come fondamentale per il controllo delle attività e quindi per la redditività generale del mercato stesso.

 

Federico Baldarelli

Un pensiero riguardo “I viaggi di nozze non vanno in crisi

  • 12 Febbraio 2010 in 12:27
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    in questo tempo odierno mi dite come si fa a pianificare un viaggio impegnativo anche se di nozze un anno prima? considerate la precarietà del periodo, il su e giù economico psante, la precarietà dei rapporti umani , poi i matrimoni stanno scomparendo, mi sa che questa cosa sia complicata da realizzare

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