Gli aspetti sociologici del consumo turistico

4.jpgNel caso del pacchetto turistico (o viaggio “a forfait“), possiamo determinare, invero in maniera piuttosto grossolana, la disequazione che permette al turista consumatore di decidere riguardo all’acquisto del viaggio stesso come P* > P ove P* rappresenta il prezzo di riserva, ovvero il reddito al quale l’individuo è disposto a rinunciare per divenire viaggiatore e P è semplicemente il Prezzo del viaggio. Va da sè che se P* è maggiore o uguale a P, il turista sarà disposto ad acquistare il viaggio e se invece P* è inferiore a P il viaggio non verrà acquistato.

P* è un valore ovviamente soggettivo che viene a determinarsi grazie a
dei parametri meramente economici (tra tutti il reddito a disposizione dell’individuo) e da valori generici di “utilità” che il consumatore potenziale attribuisce al viaggio che si fondono con i primi determinando la scelta finale.

Tra questi parametri legati all’utilità vorremmo analizzare in questo articolo gli aspetti sociologici del consumo turistico, che spesso influiscono come “peso fondamentale” per la ponderazione dell’acquisto o meno del viaggio e sulla scelta della destinazione. Questi aspetti contengono inoltre molteplici indicazioni utili al marketing management nel momento in cui questo si appresta a modellare la propria strategia.

inc.jpgLe teorie (o modelli socio-economici) che andremo ad elencare sono frutto di una vasta letteratura sull’argomento che mira all’analisi delle motivazioni del turista derivanti da comportamenti sociali.
Questi modelli hanno individuato una presenza di comportamenti, a volte compresenti, altre anche in contrasto tra loro, che hanno una grossa rilevanza per gli studiosi del fenomeno turistico, specie se riferiti a particolari “segmenti” di turisti e alle loro abitudini di consumo.

a) La formazione delle abitudini:

secondo questo modello Il consumatore tenderebbe a compiere
quella scelta che, oltre a soddisfare il vincolo economico,
lo allontana il meno possibile dalla scelta precedentemente fatta
(se andare in vacanza o meno) e, in caso positivo, dalla vacanza
precedentemente scelta.

b) Il ritorno delle preferenze:

in questo caso il turista in fase di decisione si “aspetta” più di
quanto poi effettivamente ottiene indietro in termini di risposta
effettiva nel momento del viaggio stesso. Questo effetto di
volubilità porterebbe, al contrario del precedente, al continuo
ricambio temporale delle proprie scelte, sia in relazione
all’effettuazione o meno del viaggio, sia in relazione alla destinazione.

c) Il rammarico:

l’idea base di questa teoria è che il turista sia interessato non solo
a ciò che sceglie ma anche a ciò che respinge. Il peso della
rinuncia all’ alternativa non scelta influisce in modo decisivo
sulla scelta fatta. E’ una teoria che trova parecchie applicazioni
nel settore del marketing e della promozione per “convincere”
all’acquisto.

2.jpgd) L’Effetto traino:

si verifica quando la domanda di un turista o potenziale tale, si manifesta o aumenta come conseguenza delle scelte degli altri. Si tratta molto semplicemente di un comportamento imitativo dettato appunto da fattori non solo economici ma prevelentemente socio-culturali.

e) L’Effetto snob:

in pratica il contario dell’effetto traino perchè in questo caso
la domanda del turista si riduce per il solo fatto che molti altri
acquistano quella vacanza. Il carattere di esclusività della scelta
è la motivazione che presiede all’effetto snob

f) L’Effetto Veblen (Dal nome dell’economista americano che lo teorizzò):

si verifica questo effetto quando la prevalenza per una vacanza aumenta
all’aumentare del prezzo. Ciò può avvenire se il consumo della vacanza
assume un effetto ostentativo. Anche in questo caso il carattere
di esclusività dell’acquisto, che molti giudicherebbero postivamente,
è il fattore centrale della scelta.

Federico Baldarelli

Fonte: “Manuale di Economia del Turismo” Guido Candela

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