Agenzie, viaggi e fee

agenzia-viaggi r.jpgLa parola “fee” potrebbe non far parte del vocabolario personale dei nostri lettori anche se, leggendo questo articolo, molti di loro presumibilmente penseranno di aver avuto in qualche modo a che fare con l’ambito cui il termine fa riferimento. Parliamo dei cosiddetti diritti d’agenzia, molto più semplicemente quella quota che il cliente di una agenzia viaggi si trova a dover pagare nel caso acquisti un biglietto aereo (la maggior parte dei casi prevede questo tipo di transazione) altrimenti prenotabile con carta di credito direttamente attraverso internet.

Stante l’ormai tendenziale azzeramento delle commissioni d’uso concesse alle agenzie viaggi da parte delle compagnie aeree (che di gran lunga preferirebbero l’acquisto diretto in rete), gli addetti ai lavori si trovano a dover fare i conti con una medaglia a due facce: da un lato, la professionalità ed il tempo messo a disposizione dei potenziali clienti nell’elaborazione di uno o più piani volo e la successiva (per molti giustificata!) richiesta di commissione (fee) rispetto al lavoro svolto; dall’altro, un esborso supplementare che allontanerebbe lo stesso cliente spingendolo tra le braccia della prenotazione telematica mandando “a farsi benedire” qualsiasi precedente tentativo di fidelizzazione.

La quota richiesta per ogni transazione che avvenga in agenzia ammonta, nel peggiore dei casi, a circa 20 euro. In alcune circostanze, particolarmente se il biglietto aereo da emettere è un “low cost”, la stessa commissione scende a circa 15 euro: circa 3 euro per ogni click dell’operatore!!!

Cosa blocca milioni di italiani, che pur possiedono una connessione internet, a rinunciare a quell’ultimo “fatidico” click? È forse il caso di chiedersi il perchè di un così grave ritardo del consumatore italiano nel confrontarsi con la transazione telematica?!

E ancora: risponde al vero il fatto che le cosiddette “truffe telematiche” sono così frequenti e contribuiscono ad incrementare la sfiducia del suddetto consumatore nei confronti della transazione on line?

Confrontando l’esperienza “front-office” di tutti i giorni, diversi aspetti ci spingono a considerare l’atteggiamento del (passateci il termine) “consumatore di viaggi italiano”  di fronte alla transazione telematica riconducibile ad un ritardo culturale tipico del nostro bel paese, che molto lentamente digerisce il sempre più abbondante menu servito dall’evoluzione tecnologica.

Tempo al tempo direbbe qualcuno!

In questa sede ci limitiamo a sostenere ed incoraggiare il libero arbitrio, per il quale chi sceglie di “affidarsi” ad un intermediario deve necessariamente essere disposto a rispettarne e riconoscerne il lavoro svolto; così come chi decide di “far da sé” deve avere a disposizione ogni mezzo per poter procedere con le proprie forze.

Si può discutere e “patteggiare” rispetto all’ammontare della fee richiesta, del resto ogni cliente ha le sue credenziali, ma non se ne può certo discutere il merito, soprattutto quando si ha che fare con un effettivo “servizio” reso.

Fate il vostro gioco!

 

Giacomo Morandi

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