Definizione di turista e di vacanza

turista.jpgL’economia del turismo fonda il proprio oggetto di indagine sulla figura fondamentale del turista e sulle tracce che egli lascia durante la propria vacanza. Queste definizioni, solo apparentemente banali, generano però alcune problematiche, derivanti da una serie di variabili, che cercheremo ora di rendere più chiare. Chi può essere definito turista? Esistono, è vero, molte definizioni. Nell’Indagine sulle vacanze degli italiani ISTAT, il movimento del turista è individuato tramite una definizione tecnica di “vacanza”, cioè di un viaggio di durata non inferiorea cinque giorni che comprende almeno quattro pernottamenti fuori casa, e le cui motivazioni siano di carattere esclusivamente ricreativo. Ma c’è già qui un primo “scalino” con la rilevazione, pur sempre realizzata dall’ISTAT, degli arrivi (numero di persone registrate) e le presenze (numero di pernottamenti registrati) negli esercizi alberghieri, che misura infatti il fenomeno turistico facendo riferimento al numero dei clienti registrati e dei pernottamenti effettuati indipendentemente dalla durata del loro soggiorno o vacanza.

Esistono in sostanza notevoli differenze nella definizione di turista e nel concetto di vacanza nelle indagini statistiche condotte dai vari paesi economicamente sviluppati. Proprio questa eterogeneità della definizione è uno dei problemi spesso affrontati dagli organismi internazionali del turismo per tentare di uniformare i criteri di misurazione del fenomeno turistico.

Poiché la definizione di turista presenta serie difficoltà, proviamo a partire dal Dizionario italiano che alla voce turismo recita “l’attività del viaggiare e del compiere gite, escursioni con mezzi meccanici, in bicicletta, a piedi, per diletto e istruzione, oltre che come esercizio fisico.”

Pur nella sua genericità (ai fini economici) la definizione consente di identificare gli elementi base perchè si abbia turismo: Lo spostamento territoriale dell’individuo Il motivo che lo ha determinato. Perciò il turismo non riguarda ad esempio (e ovviamente) gli spostamenti regolari (anche a lungo raggio) di lavoratori o studenti pendolari. Viceversa, possono interessare il turismo gli spostamenti degli individui all’interno del medesimo comune di residenza che abbiano però il carattere di straordinarietà: ad esempio i veneziani che vanno al Lido per loisir, pur restando nello stesso comune di residenza. La definizione che è entrata ormai nell’uso corrente di turismo da un punto di vista più strettamente economico, e che deriva da una serie di definizioni “storiche” che si sono cronologicamente succedute da parte degli organismi istituzionali turistici fin dall’inizio del secolo scorso sembra essere tuttavia la seguente:

“Si definisce visitatore una persona che viaggia in un paese (comune-regione-sito in senso lato) diverso da quello in cui ha abituale residenza, per qualunque ragione diversa da quella di un lavoro pagato.

Il visitatore (visitor) mosso dalle motivazioni turistiche sopra definite, viene tecnicamente chiamato escursionista (excursionist) se visita un sito per meno di 24 ore, mentre viene chiamato turista se visita un sito per più di 24 ore”.

Al di là delle definizioni storiche è tuttavia importante, o meglio ancora fondamentale, conferire al fenomeno economico-turistico una connotazione fortemente interdisciplinare che possa coinvolgere non solo i settori o le materie di studio più direttamente legati ad esso (trasporti, commercio, diritto, economia,marketing, geografia…) ma anche quelli che solo apparentemente possono sembrare meno “vicini”(sociologia, psicologia, antropologia, ecologia, agricoltura ecc.).

Quest’ultima visione può essere riassunta in un unico concetto: il turismo si presenta come lo spaccato di una società, coinvolgendone tutti gli aspetti della vita sociale! Relazione turismo-viaggio. Definizione di spazio turistico e di vacanza D’altra parte anche il concetto di vacanza assume in una società evoluta delle sfaccettature non sempre immediate.

Molti teorici sostengono infatti che ad oggi, la relazione turismo-viaggio non sia più così netta ma che il viaggio possa essere inteso sul piano dello spostamento sociologico, culturale e motivazionale piuttosto che su quello fisico. A questo proposito potrebbe essere in effetti interessante prendere in esame i diversi comportamenti di un intellettuale di Berlino che si trovi in un centro di cultura della propria città ad affrontare un approfondimento letterario sulla vita del Pascoli e il suo legame con il paesaggio, e quello di un tedesco che stia cosumando una bottiglia di sangiovese in un bar di Rimini. Doveroso chiedersi a questo punto chi dei due stia compiendo un’esperienza di “viaggio” in senso lato e chi invece un’esperienza di carattere esclusivamente “turistico”.

Anche lo spazio turistico non è più semplicemente riconducibile ad un luogo di grande attrazione naturale, artistica o storica, ma più in generale ad un’offerta di territorio: qualsiasi territorio può divenire meta turistica, solo se la domanda potenziale si traduce in domanda “pagante”. Tenendo conto di queste piccole “complicazioni” definitorie, l’economia turistica tende oggi ad identificare il concetto di vacanza seguendone i cinque momenti che la costituiscono:

L’anticipazione, che comprende la decisione e la pianificazione dell’attività ricreativa.

Il viaggio di andata, cioè il trasferimento fisico nel sito prescelto, esso può essere letto come un sacrificio o come elemento stesso della vacanza con una sua utilità.

L’esperienza, cioè la fruizione della vacanza stessa che si esplica nelle attività tipiche del fruitore (visite, escursioni, giochi, nuoto, pesca ecc ecc.).

Il viaggio di ritorno, che non sempre si esplica sullo stesso percorso e con le stesse modalità del viaggio di andata.

Il ricordo, che è il momento del richiamo alla memoria dell’esperienza vissuta. Questo è se vogliamo il punto più interessante da studiare per chi voglia approntare le tecniche più efficaci di marketing turistico poichè la ripetizione e la decisione di un viaggio dipendono sostanzialmente dal ricordo (proprio o di altre persone) della stessa!

 

Federico Baldarelli

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