Dai motori di ricerca al booking on line: una statistica studia il percorso

new2.jpgUna recente ricerca statistica effettuata da Google U.K. sul rapporto tra i motori di ricerca e le prenotazioni turistiche on-line evidenzia risultati interessanti (in prospettiva) anche per il mercato italiano.
Riportiamo da Bookingblog.com i risultati di un'indagine statistica effettuata da Google U.K, in collaborazione con ComScore sulla pianificazione e prenotazione dei viaggi on line e sull'incidenza dei motori di ricerca in questo delicato processo.
In Gran Bretagna, nel primo trimestre 2007, ben 20 milioni di utenti hanno utilizzato i motori di ricerca per trovare informazioni di viaggio.

E' però dalle prenotazioni andate effettivamente  “a buon fine” che emergono i dati più interessanti per una correttanew3.jpg analisi di marketing. Vediamo allora che dalla prima ricerca all'effettiva prenotazione, il turista on line impiega mediamente 29 giorni, visita 22 siti web ed effettua 12 ricerche diverse sui motori.  Da sottolineare anche che prima di premere il click decisivo per l'acquisto, il cliente visita il sito dove poi prenoterà effettivamente il viaggio 2,5 volte. Per i tour operator la media è più elevata, ed arriva al 3.9. Solo il 10% delle transazioni avviene la prima volta che l’utente visita il sito.

E' piuttosto facile notare come questi dati evidenzino un elevato grado di “raffinatezza” a livello di tempo speso e di informazioni di base in possesso dell'utente stesso.
Questa analisi si riallaccia molto chiaramente alla nostra considerazione di qualche settimana polyp treatment'>nasal polyp treatment

fa riguardo all'utilizzo di internet e al conseguente abbattimento dei costi per i “sondaggi” effettuabili prima di procedere alla prenotazione. Possiamo affermare in sostanza che i dati di questa ricerca confermerebbero la buona predisposizione all'utilizzo del mezzo informatico e la volontà di mettere a disposizione delle risorse dal costo piuttosto limitato (tempo speso on line) per trovare la soluzione migliore ed eliminare, ovviamente, quella non competitiva.

Gli altri dati emergenti dalla statistica britannica riguardano invece strettamente il rapporto tra le parole utilizzate per le new1.jpgricerche iniziali (keywords) e la conclusione della prenotazione. Il risultato in questo caso, evidenzia che Il 54% dei viaggiatori comincia la ricerca sui motori con parole chiave generiche legate alla destinazione, ed il 10% non usa mai, fra la ricerca e l'acquisto, parole che contengano il nome specifico dell’hotel prenotato.
Dalla genericità (in riferimento al brand) delle prime ricerche on line, verrebbe a galla il profilo di un utente turista che cerca informazioni sempre più peculiari e approfondite sulla destinazione da visitare e sulla panoramica dei servizi presenti nella stessa. Lo stesso utente non appare tuttavia come un cliente fidelizzato al marchio specifico e preferisce valutare, man mano che la sua ricerca si affina, le soluzioni migliori in relazione al rapporto qualità prezzo.
Anche questo dato dovrebbe ricondurci coerentemente alla definizione già trattata di un mercato sempre più equilibrato dall'introduzione di un grado di informazione potenzialmente infinito che difficilmente consente la sopravvivenza alle realtà che si presentano sul mercato con un basso grado di competitività.

D'altra parte, la scarsa propensione alla fidelizzazione da parte del viaggiatore on line, consente agli operatori la possibilità, che sempre di più sta diventando un'esigenza, di inserirsi e di rendersi molto visibili, puntando su operazioni promozionali di grande impatto, nelle primissime fasi della ricerca on line.
Tradotto in pratica, un hotel il cui nome sui motori di ricerca appare immediatamente associato a quello della località,nelle primissime posizioni della ricerca generica, vedrà aumentare molto considerevolmente la possibiltà che il cliente proceda alla prenotazione.

Federico Baldarelli