St. Anton am Arlberg – 01/2011

Raggiungere una località sciistica, per di più rinomata, senza nemmeno affrontare un solo tornante di montagna ha dell’incredibile ma è quello che succede se si decide di raggiungere St Anton am Arlberg (Austria) dall’Italia.

Autostrada, superstrada ed un breve tratto di strada statale permettono di superare semplicemente un’apparente difficoltà logistica nel raggiungere la meta austriaca tanto cara ad inglesi ed olandesi, giovanile ed elegante al tempo stesso, certamente vivace e moderna. Ci muoviamo in gruppo (chi più chi meno visti gli incroci di presenze tra partenze ed arrivi), il che rende piacevole anche il trasferimento. La sera prima della partenza si stila come sempre il menu con i “cuochi” ufficiali e si razionalizza la sistemazione in auto per finire col decidere che un minivan Opel Vivaro è opportuno per risolvere buona parte delle problematiche di carico merci e persone (ottima idea Samu!)…

Partenza all’alba (fortemente dibattuta!), sei ore, qualche stop, ed eccoci alle porte di St Anton. Ottimo l’impatto con il paese, sobrio ed accogliente, immediato l’arrivo agli appartamenti prenotati (vedi Apartments Strafinger), essenziali nell’arredamento e vicini al centro ed agli impianti (Mr Strafinger ahinoi! approssimativo e caricaturale). Fulmineo il cambio borghese/sciatore alla volta delle piste del comprensorio (Arlberg). Mal gestita per il resto la neve sulle piste ma da questo punto di vista, peccando di sciovinismo, le Dolomiti fanno ancora scuola!

MooserWirt aprés ski, St Anton

Discreto il numero di chilometri di piste tra St Anton e St. Cristoph e ben collegati, e gratuiti, gli altri versanti dell’Arlberg (Zurs e Lech principalmente). St Anton è nota per gli ottimi “aprés ski” e ne prendiamo atto il secondo giorno con una maratona di 10 ore tra sci, musica, birre e qualche sfacciata parentesi da “vitelloni di periferia”. Benessere? Parola gradita e declinata quasi giornalmente dal gruppo c/o Arlberg-Well. Lo scorso anno (St. Moritz) l’attività parellela a quella sciistica era stata una splendida ciaspolata notturna guidata con cena in rifugio e spericolata discesa in slittino; quest’anno l’ “Organizzazione” (si fa per dire!) aveva previsto una sfida di curling… Risultato finale del match a tutt’oggi sconosciuto!

Anche se con climi diversi, temperature tendenzialmente più alte della media del periodo ci hanno accompagnato durante la settimana di vacanza che al solito ci ha concesso ciò che avevamo chiesto: piacevoli momenti di convivenza e di amicizia in un contesto sicuramente all’altezza di poter ospitare cotanto prezioso tesoro…

Pensando all’Ingegnere, Giacomo

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