Spagna (Salamanca) e Portogallo 09/2009

Una consumata guida “Routard” coperta da una sottile patina di polvere attendeva da qualche anno di essere “impiegata” per un fly and drive in Portogallo. Il “piatto lusitano” è risultato poi essere “condito” con un po’ di “salsa iberica”; in primo luogo per l’ottima offerta Ryanair sul volo Bergamo-Valladolid, in secondo luogo per una visita che da tempo mi aveva incuriosito: la Cattedrale di Salamanca.

Il programma, pianificato in tempo utile, prevedeva quindi un volo Ryanair da Bergamo Orio al Serio (di quelli a 2.99 euro+tax cui non si può rinunciare!) per Valladolid da dove, noleggiata un auto con Hertz (sempre in collaborazione con Ryanair e con tariffe competitive) avremmo raggiunto Salamanca (1 ora circa di percorso) e avremmo pernottato per la prima notte. Concesso il giusto (ahinoi poco!) tempo alla visita della magnifica Cattedrale e di parte del centro storico di una delle più antiche capitali spagnole del “sapere”, proseguiamo verso Lisbona, il tratto più impegnativo del nostro viaggio, considerate le circa 4 ore di percorrenza e la gradita e partecipata presenza di Nina (2 anni e mezzo).

Cattedrale di Salamanca
Cattedrale di Salamanca

Il territorio, i paesaggi e i colori sono le prime sensazioni del “diverso” che colpiscono anche il più disattento dei viaggiatori. La bruna tonalità del territorio spagnolo, non solo quello dall’eco chisciottesca della regione di Castiglia e Leon (Vallodolid), lasciano campo al più verde e tendenzialmente collinare territorio lusitano, fino all’incontro con l’oceano Atlantico, o meglio, con i fiumi che bagnano le coste di Lisbona (Tejo-Tago), e Oporto (Douro), lungo i quali sono sorte similmente le due principali città del Portogallo. Il territorio è solo una parte della fotografia che riportiamo a casa, per il resto Lisbona, capitale moderna e cultural-chic, cui dedichiamo 2 notti, è in linea con le caratteristiche di una capitale europea, forse meno emblematica e autentica (per quel poco che ci è sembrato di cogliere) rispetto al più probabile intimo carattere lusitano. Visitiamo i caratteristici quartieri della capitale: Bairro Alto (genuina e sozza realtà popolare), Alfama (pittoresco e tradizionale), Rossio (pulsante e multietnico centro cittadino unito alla più caotica e turistica Baixa) e Chado (moda, librerie e shopping lo candidano a “guida culturale” della città).

Subito dopo una breve sosta alla sempre sorprendente Torre di Belem (Lisbona – quartiere di Belem), ecco Coimbra. La città è per definizione “universitaria” e ci vuol poco a prenderne atto, vista la presenza di uno dei centri accademici più importanti del Portogallo. Dalle rive del fiume Mondego certamente la città esprime al meglio il suo fascino. Da qui infatti si godono le vedute delle due sponde dell’antico Rio (fiume) lungo il quale si è sviluppata l’antica città, l’atmosfera è tranquilla e la splendida giornata ci regala scampoli di relax sempre utili in questo genere di viaggio (alcuni giochi per bambini e l’organizzatissimo parco verde lungo le rive del fiume fanno il resto). Una notte e poi la rotta segna Porto.
Tappa intermedia a Nazarè, nobile cittadina di pescatori, che si dimostra uno degli intervalli più caratteristici dell’intero viaggio. Turistica quanto basta, autentica certamente, forse perché lontana dai centri urbani più popolosi, Nazarè ci accoglie con naturalezza e una churrasqueira nelle vie adiacenti il centro ci regala un pranzetto da leccarsi i baffi regolarmente innaffiato da vinho do Porto (bianco in questo caso!). Sfruttiamo la splendida giornata di sole per rilassarci un paio d’ore in spiaggia (ho provato a tuffarmi in Atlantico ma le basse temperature hanno ridotto sensibilmente la durata del mio “bagnetto”!!!). 

Ponte Dom Luis, Porto
Ponte Dom Luis, Porto

Ecco Porto, città portuale fin nelle viscere. Bella, autentica, sembra intraprendere una folle corsa per ottenere lo status di capitale moderna ma appena percorse le vie del centro ed incontrato il “Festival del folklore – Porto 2009” subito la città si riappropria del suo più probabile DNA e si lascia visitare con tutto il fascino delle “bettole” dell’area portuale e dei vicoli stretti a ridosso del Douro con vista sul Ponte Dom Luis.
Un gioiello (rigorosamente segnalato dalla guida) la “Libreria Lello & Irmao”, deliziosa la “trippa di Porto” e il vino…Beh! Il vino…

Douro valley
Douro valley

Quando, dopo due notti nella originale Porto, il rientro a Valladolid avrebbe segnato la fine del nostro viaggio in vista del volo di rientro su Bergamo, decidiamo di percorrere la famosa, non per noi fino al quel momento, “rota do vinho do porto“. Ha davvero dell’incredibile ciò che offre questa porzione di territorio che è unica a partire dallo speciale micro-clima che la ospita (ben 28 gradi in pieno giorno in data 22/09, ben 5 gradi in meno percorsi pochi chilometri oltre!).
Si segue il Douro per buona parte e poi si sale attraversando piccoli borghi che ricordano la Sardegna, per le pecore, il paesaggio, le donne di nero vestite che impugnano il bastone e spingono affettuosamente le mucche. Insomma, un territorio straordinario su su fino a Miranda do Douro (675 s.l.m.), dove il fiume disegna un canyon dalle tinte inimitabili. Peso da Regua, Olmo, Peredo e Sendim sono nomi che porteremo con noi come esempi di quel Portogallo autentico che qui abbiamo indiscutibilmente potuto apprezzare.

Nina, Chiara e Giacomo

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