Sardegna 09/07

sard1.jpgPensavamo che l’estate fosse solo un pallido ricordo, quando l’8 settembre, dopo una settimana di “freddo cane”, ci siamo imbarcati da Civitavecchia per Olbia…e invece, altro che “scampoli” di bella stagione; la Sardegna a settembre si è presentata ai nostri occhi scettici ancora accogliente, affollata (ma non troppo), decisamente calda e pienamente estiva.

Il nostro racconto comincia da S.Teodoro, 10 chilometri a sud di Olbia.  Il paesaggio deciso, o meglio “spigoloso” di questo angolo di Sardegna (la Gallura) regna a ridosso della cittadina che, quasi per contrasto, si presenta dolce e graziosa, offrendo ai turisti le sue tinte pastello e i suoi colori caldi.
La spiaggia che ci accoglie per il primo bagno sardo è quella della Cinta; è esattamente la lingua di terra che fa da bordo (da qui il nome) allo Stagno di S.Teodoro, uno dei più importanti dell’isola per la sua ricchezza ecologica.
La sabbia bianca e la splendida acqua cristallina ci sembrano un ottimo viatico per quella che, quasi non ci speravamo più, sarà una splendida vacanza balneare.
S.Teodoro è sorprendentemente vivace anche la sera: è il secondo lunedì di settembre, ma il ricco mercatino e i localini del centro sembrano non accorgersene tanto appaiono affollati e rumorosi.

Il giorno seguente decidiamo di spostarci a Budoni: qui la spiaggia, molto grande, è caratterizzata dalla presenza di un’ampia pineta e la commistione di colori appare ai nostri occhi (e all’obbiettivo della nostra fotocamera) davvero suggestiva: le tonalità del verde della pineta si fondono con il chiarore della sabbia e con il blu del mare, anche il cielo oggi è policromatico, c’è il sole ma all’orizzonte non mancano un paio di nuvoloni grigi decisamente suggestivi ma un po’ minacciosi…ci va di lusso perche il bel tempo terrà per tutta la giornata e un brevissimo acquazzone ci accompagnerà solo verso sera, al rientro a S.Teodoro.

Il mattino seguente il cielo invece è nitido e noi ne approfittiamo per un’ escursione a Tavolara, un’autentica meraviglia. Ci imbarchiamo a Porto S.Paolo a bordo dell’Emmanuele, uno dei frequenti battelli che collegano l’isola alla costa sarda.
Tavolara è splendida per quanto selvaggia: qui vivono prevalentemente uccelli marini, falchi e alcune agili capre selvatiche: i pochi, pochissimi abitanti dell’isola vivono sul versante occidentale accanto alla spiaggia di Spalmatore di Terra, dove attraccano le imbarcazioni e dove noi passiamo l’intera giornata non facendo altro che ammirare le incredibili scogliere e tuffarci nelle splendide acqua cristalline.
Curiosità: Carlo Alberto nel 1848, dopo una felica battuta di caccia alle capre, decise di concedere ad un abitante dell’isola il titolo di Re di Tavolara,sard3.jpg titolo tuttora in vigore e attualmente appartenente a Tonino Bertoleoni, che gestisce uno dei due ristoranti dell’isola!
Al ritorno da Tavolara il nostro Emiliano (8 mesi) viene nominato vice capitano dell’Emmanuele, visto che il simpatico e marinaresco capitano (a me ricorda braccio di ferro) ci dice che “c’è un po’ di mare” e gentilmente ci offre la possibilità di sedere all’interno della sua cabina al riparo dagli schizzi…alla fine di quest’avventura, la mamma sarà comunque più frastornata e spaventata di lui!

sard21.jpgIl giorno dopo il nostro itinerario balneare prosegue verso Cala Brandinchi, la spiaggia che forse, tra tutte quelle che abbiamo visitato, ci colpisce di più per il colore trasparente (che emerge anche grazie ai fondali interamente sabbiosi e chiarissimi) dell’acqua. Qui anche il nostro Emiliano non può “esimersi” da un bagnetto e un po’ di sole.
A tal proposito vorremmo sottolineare che questa zona della Sardegna è sicuramente consigliabile a chi viaggia con i piccoli perchè le spiaggie sono facilmente accessibili e i fondali sempre dolci e “bassi”, anche se questo potrebbe anche stupire e contrastare con il resto del paesaggio che, come abbiamo già avuto modo di dire si presenta aspro e quasi “ostile”!

I giorni scorrono e siamo già al penultimo della nostra settimana di vacanza; decidiamo di dedicarlo all’escursione ad Arzachena, l’unica vera “città” della Costa Smeralda, conosciuta sopratutto per i suoi misteriosi e granitici templi sard51.jpgnuragici tra i quali il nuraghe di Albucciu, insolito per il suo tetto che non segue la forma conica classica di queste affascinanti costruzioni preistoriche. Nei paraggi si trova il sito archeologico di Coddu Ecchju, una delle più importanti tombe dei giganti della Sardegna…davvero impressionante l’enorme stele centrale di forma ovale.
Sulla via del ritorno l’immancabile tuffo nella vicina spiaggia di Tanca manna e un passaggio veloce e curioso attraverso le località più rinomate della Costa Smeralda, Porto Cervo e Porto Rotondo.

L’ultimo giorno è, come previsto, dedicato a un “coast to coast” che ci porterà fino ad Alghero.
La splendida cittadina, che da tempo avevamo deciso di visitare, non ci delude affatto e ci stupisce con i suoi pittoreschisard4.jpg vialetti, il suo particolarissimo color sabbia sempre avvolto da una calda luce rosata e la sua atmosfera tanto catalana da farle meritare ancora oggi, da parte dei nazionalisti catalani, l’appellativo di “Barceloneta“…la piccola Barcellona

E’ ora di rientrare…il mare, i colori e i paesaggi della Sardegna ci hanno regalato una calda e insperata appendice di bella stagione.

Federico e Agnese

Nelle foto:

La spiaggia de “La Cinta” a S.Teodoro

Tavolara

Cala Brandinchi

Il Nuraghe di Albucciu

La città di Alghero

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