Salento itinerante – 08/2011

cartinaSi viaggia diritto, la direzione è chiara fin dall’inizio del viaggio: la Puglia è laggiù! C’è modo d’immaginarla, si ha tempo per pianificare. Il tempo, appunto, l’incognita del viaggio, è particolarmente soggetto ad interpretazione. L’indirizzo avrebbe dovuto essere una masseria.Luciano, scultore che venti anni or sono qui ha deciso il suo futuro, si è fatto trovare (Macurano) e “La Ramesa”, per 4 notti, è stato il nostro tetto salentino.

Marina di Pescoluse

Alessano, oltre che un tipico piccolo centro abitato del sud, è uno strategico punto di partenza per visitare “i due mari”, risultati essere tre, dopo lunga e accurata spiegazione circa le differenze tra Mar Adriatico (fino ad Otranto), Canale di Otranto (da Otranto a Tricase) e infine Mar Ionio (oltre Tricase). La sera stessa in arrivo, cena con pochi commensali (alcuni ospiti altri amici di Luciano), un’occasione di confronto e una piacevole serata in compagnia. Freschi l’indomani mattina verso Marina di Pescoluse, primi bagni nei fondali qui sabbiosi poi, più a nord, lungo la costa via via più rocciosa, passate le torri che danno ai luoghi i loro stessi nomi.

Il Ciolo (Gagliano del Capo)

Ecco Gallipoli, riso patate e cozze in città vecchia e rientro da Baia Verde (testimone d’ignoranza l’incivile gestione dei rifiuti nelle spiagge!). Il giorno successivo è la volta della costa est, da Marina di Novaglie, verso nord ed ecco, inaspettato, il Ciolo. Un’insenatura rocciosa, con scogli a picco sul mare limpido, appena aperto da una grotta a prima vista inquietante e via via più familiare e rassicurante per il fatto stesso di esserci da secoli prima che un occhio immaturo si sorprendesse della sua esistenza.

Grotta Zinzulusa (Castro Marina)

I tuffi la passione dei locali: un bel vedere. Avevo sentito parlare de “La Zinzulusa” , ed eccola giunti in prossimità di Casto Marina. Che bello il paesaggio negli ultimi dieci chilometri da sud verso Otranto! Una panoramica che risale da Porto Badisco, qui un tuffo riconciliante, fino alla città bianca che confina l’Adriatico. Le coste rocciose hanno un fascino ancestrale, le piccole realtà cittadine misurano la civiltà ma è l’intera fotografia e il clima, qui paradossalmente tangibile, che fanno la differenza; si respira il senso del viaggio, il percorso ma, non necessariamente, l’arrivo.
Occorrerebbe parlare di incontri, degli amici Rita e Fulvio, di Lecce, di Specchia e dell’amatoriale messa in scena de “La Mandragola” di Machiavelli, dell’acquedotto pugliese, di Muriccio – droghiere di Leuca – di Mary e Philippe, di maschere e occhialini…

Nina, Chiara e Giacomo

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