Passo Campolongo 01/2009

a Raffaele

Mi capita, non di rado, di imbattermi in considerazioni del tipo: “Perché tornare nel luogo di vacanza in cui si è già stati?” oppure “Ci sono così tanti luoghi da visitare, che senso ha “bissare” una destinazione?”  Tra le motivazioni che hanno spinto il nostro gruppo di “mostri” a riproporre Passo Campolongo (tra Arabba e Corvara) come meta finale dell’immancabile puntuale settimana bianca, ha inciso proprio quella di tornare a ri-vivere tutte quelle straordinarie emozioni vissute la prima volta 7 anni fa.

Il gruppo, composto da uno “zoccolo duro” di amici da anni alle prese con la passione dello sci e della vita di montagna, si è naturalmente riproposto anche questo anno. Partenza prevista per l’11/01, sistemazione in due appartamenti (Residence Campolongo) utili a contenere un totale di più di 15 persone, distribuite (unico neo) in giorni diversi a seconda delle ovvie vicissitudini dovute agli impegni familiari e lavorativi dei partecipanti. Sono rimasto per i primi tre giorni, gli altri ragazzi (chi più chi meno) soggiornerà per il resto della settimana.

Se è vero che un gruppo di amici eterogeneo, che si conosce da tempo, che scia da anni con la stessa passione della prima volta non ha motivo di dubitare del successo della propria vacanza, le abbondanti nevicate che hanno letteralmente ricoperto le Dolomiti e lo splendido sole presente per tutti i primi tre giorni della settimana hanno determinato un piacere assoluto.

Non so perché mentre scrivo il sentimento mi spinge ad evitare prolissità descrittive circa lo splendore della Marmolada, l’indimenticabile contorno roccioso dolomitico, il senso di quiete e discontinuità che l’atmosfera di montagna riesce ancora a trasmettere, il trionfo dell’amicizia e del significato stesso del viaggio…

L’ing. “Pasta”, per il semplice fatto di -non- esserci, è stato il più presente. Presente nell’appuntamento pomeridiano con il “kapov” del Cherz, presente scendendo “aggressivo” la pista “Dantercepies”, presente entrando inevitabilmente in quelle che noi si ama definire discussioni ma che in realtà appartengono a quella strana categoria di “cose paradossali” che acquistano un significato proprio nel momento in cui giungono insignificanti… Nella piacevolissima fortunata attesa di vivere e raccontare di nuovo: bravi tutti!

Mora

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