OKINAWA (Giappone) 07/2005

okinawa_map.jpgSe qualcuno dovesse chiedermi qual è il viaggio più bello che ho fatto, non avrei dubbi nel rispondere “Okinawa”. Dopo dieci mesi passati in Giappone e la consapevolezza del prossimo rientro a casa, il viaggio ad Okinawa ha rappresentato il coronamento di un sogno, la fine più bella di un’esperienza già di per sé fantastica.

Con alcune mie amiche stavamo frequentando un corso di lingua giapponese nella città di Kyoto e proprio per riprendersi dalle “fatiche” dello studio abbiamo deciso di concederci una breve vacanza. Le opzioni erano: Cina, Thailandia e Okinawa. La scelta è ricaduta su quest’ultima grazie, e mi dispiace ammetterlo, ad un vantaggiosissimo pacchetto turistico che offriva: volo Osaka-Naha e ritorno + una notte al business hotel (tipici alberghi giapponesi riservati più che altro agli uomini d’affari), a soli…36.000 ¥! (al cambio attuale circa 260 €). Aggiungendo le spese per campeggio, cibo e trasferimenti via mare per le altre isole dell’arcipelago, eravamo sicure di cavarcela con al massimo 500-600 €.

Precisamente il 7 luglio siamo atterrate nella città di Naha e subito ci siamo rese conto di quanto, pur facendone parte, queste isole siano diverse dal resto del Giappone. A Okinawa si respira l’aria dei tropici e ciò è evidente dal sorriso, dalla giovialità e dalla “super tintarella “ dei suoi abitanti; a differenza della maggior parte dei giapponesi che nutrono un vero e proprio terrore per i raggi solari e i loro effetti sulla pelle, gli abitanti di Okinawa amano infatti l’abbronzatura e, viste le temperature dell’isola che non scendono mai sotto i 16°, non perdono occasione per esibirla!

Proprio nella capitale abbiamo assaporato per la prima volta la famosa cucina di Okinawa. 01.jpgSe mai doveste trovarvi lì, oltre al pesce locale, non mancate di assaggiare l’ottima carne di maiale accompagnata da verdure e dai tipici soba (tagliolini di grano saraceno di colore marrone) o udon (tagliolini di grano, spessi e bianchi), anch’essi leggermente diversi rispetto ai classici, quelli di Tokyo per intenderci, perché più saporiti e corposi. La sera stessa ci siamo imbarcate sulla nave-traghetto che ci avrebbe portato fino all’ultima e più selvaggia isola dell’arcipelago: Iriomote-Jima.

Iriomote è ricoperta da una fitta foresta e attraversata da fiumi pieni di mangrovie, c’è un’unica strada che percorre solamente metà dell’isola e i suoi abitanti sono all’incirca 1500. wc.jpgÈ famosa per gli animali che la popolano, in particolare una specie di serpente velenoso che ho personalmente avuto il piacere di incontrare durante un’escursione guidata nella foresta, e il gatto selvatico il quale ha invece pensato bene di ispezionare il retro della nostra tenda! A Iriomote mi sono trovata per la prima volta sulla barriera corallina e ho visto una tale quantità e varietà di pesci che mai avrei immaginato. In quel momento eravamo le uniche straniere in un posto ancora praticamente intatto, fatto abbastanza raro se si pensa al Giappone.

L’emozione è continuata all’arrivo sull’altra isola che avevamo deciso di visitare: Miyako-Jima.

Miyako è orograficamente opposta a Iriomote; è infatti del tutto pianeggiante e ricoperta di spiagge bianchissime e piantagioni di canna da zucchero. Anche qui la gente è particolarmente ospitale e proprio l’estrema ospitalità ci ha permesso di partecipare all’usanza per la quale Miyako-Jima è famosa in tutto il Giappone: l’otori. Si tratta di un rituale di gruppo legato al bere in cui il promotore dell’incontro pronuncia un discorso, riempie il suo bicchiere (di solito con awamori, il potente distillato locale) e quindi quello di tutti gli altri. A questo punto ciascuno svuota il proprio bicchiere, chi ha versato da bere formula una breve conclusione e presceglie la vittima che dovrà guidare il turno successivo. Gli abitanti di Miyako-Jima si sono conquistati la fama di grandi bevitori e quindi se mai vi capitasse di finire in mezzo a un otori, seguite anche voi il consiglio della guida: non alzatevi mai dicendo arrivederci, ma andate semplicemente in bagno per non tornare più!

Di ritorno a Naha abbiamo deciso di concludere il viaggio visitando l’”Okinawa Peace Memorial Museum” il cui filo conduttore è la sofferenza della popolazione locale, schiacciata prima dall’esercito giapponese e poi dalle forze d’occupazione USA alla fine della seconda guerra mondiale. Ancora oggi il 75% delle basi militari USA in Giappone si trova sul piccolo territorio di Okinawa; gli abitanti dell’arcipelago non hanno mai amato essere una colonia americana e spesso, nel corso della storia, si sono sentiti traditi dai loro stessi “compatrioti”, abituati a risolvere i problemi a loro spese.

Rendendomi conto delle oggettive difficoltà, consiglio vivamente un viaggio ad Okinawa. È un posto meraviglioso e inimmaginabile che, come del resto tutto il Giappone, difficilmente si potrà dimenticare.

 

Chiara

4 pensieri riguardo “OKINAWA (Giappone) 07/2005

  • 27 Marzo 2009 in 12:16
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    Ciao Chiara! Ho letto il tuo commento e mi sorge automatica la domanda: in ke periodo sei andata a Okinawa??? Io mi trovo adesso a Osaka per studio e mi fermerò fino a ottobre. Stavo vagando sui siti per avere maggiori informazioni su dv poter andare per la Golden Week e mi è caduto l’okkio su Okinawa, ma sono indecisa sul da farsi: voglio visitarla (soprattutto dopo qllo k hai scritto ;p) ma forse è meglio se la lascio cm destinazione da fare a ottobre anche xkè nel periodo della Golden week sarà pieno ovunque.. tu che mi consigli???

  • 4 Maggio 2009 in 19:45
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    Ciao, volevo sapere (se lo sai) com è il clima ad Ottobre a Okinawa..si può fare comunque mare o le temperature iniziano ad essere invernali? Grazie mille, Susanna

  • 12 Maggio 2009 in 13:01
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    Ciao Chiara! mi hai fatto venire così tanta voglia che voglio prenotare il viaggio per Okinawa. Che bello non vedo l’oraaaaaa. Dopo aver letto il tuo bellissimo articolo ho cercato informazioni su internet e ho visto delle foto che mi hanno fatto innamorare subito. Ho trovato hotel economicissimi per il periodo estivo – volevo chiederti se conoscevi un paio di questi hotel: http://giappone.hisitaly.com/okinawa.php grazieeee
    Claudia

  • 23 Marzo 2012 in 14:22
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    salve…sono carlo da napoli, italia…volevo sapere un po i templi santuari e monasteri ke posso visitare ad okinawa…..volevo sapere anche piu o meno quanto tempo ci vuole per visitare le isole kerama……e il tempo come è ad agosto….attendo risposte grazie in anticipo carlo

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