La Valsugana in bici

Lunghi tracciati da percorrere a cavallo, a piedi o, come nel nostro caso, in bici. L’incanto dell’acqua, la purezza dell’aria e la terra, la natura selvaggia dei massicci muntuosi e il ritemprante suono delle acque fresche torrenziali che scorrono tra i boschi;

Il nostro breve ma intenso week-end ciclistico in Valsugana ci ha regalato queste ed altre intense emozioni.

La nostra “avventura” comincia da Caldonazzo, sulle rive dell’omonimo lago; soggiorniamo esattamente presso l’Albergo Gilda, a pochi passi dal piccolo ma suggestivo centro storico.
Il progetto, perfettamente compiuto nonostante un meteo non sempre complice, è quello di noleggiare due biciclette e un comodo seggiolino per Emiliano e percorrere parte della straordinaria “Via del Brenta“, la lunghissima pista ciclabile che collega Caldonazzo con Bassano del Grappa.

Il primo giorno è dedicato a una “pedalata d’assaggio” sul tratto di pista che affianca la sponda meridionale del lago. Il sole di oggi rende la giornata decisamente piacevole. Le varie spiaggette del lago sono già abbastanza popolate: qualcuno è già in costume per la primissima tintarella, molti altri preferiscono il classico pic-nic o il più organizzato barbecue con salsicciata. Proseguiamo senza soste fino al punto ove la pista si esaurisce per ricongiungersi alla s.s. 47 della Valsugana che prosegue fino a Pergine.

La serata sarà dedicata a una gustosissima cena tipica a base di canederli e arrosto da SpeckStube, a Pieve di Centa, 3 km a nord di Caldonazzo, nei pressi dell’omonimo torrente. Gustosissimi i “sassolini del Centa” dei dolcissimi confettini offertici dalla signora Carla che all’apparenza sembrano effettivamente ghiaia del lungo fiume!

Domenica mattina la sveglia è di buon ora, ci attende la parte più cospicua dell’itinerario pianificato. L'”obbiettivo minimo”, nonostante l’aria che rispetto a ieri è diventata pungente e un cielo che a sprazzi alterna sole a nuvole piuttosto minacciose, è quello di raggiungere Borgo Valsugana, circa 25 km più a nord.

A dire il vero le previsioni ci avevano avvisato ma l’escursione termica ci sorprende comunque un po’ e rende decisamente necessario un ripensamento dell’abbigliamento e una risalita in camera dopo la colazione per munirsi di felpe e k-way.
da Caldonazzo oggi seguiamo la direzione opposta rispetto al lago per congiungerci immediatamente al primo tratto di pista in direzione est.
In questo tratto di pista promiscua (ma in realtà ci rendiamo conto da subito che ad accedere sono solo i pochissimi mezzi dei coltivatori di mele), complice la segnaletica forse un po’ da rinnovare, è piuttosto facile smarrire la “retta via”; a parte il freddo, comunque, la deviazione imprevista risulta decisamente piacevole. Ci ritroviamo infatti immersi tra filari e filari di meli, a contemplare l’immenso patrimonio di queste terre; gli arbusti mostrano già i primi fiori bianchi e ci stupiamo nel notare l’inatteso e particolarissimo colore rossiccio che appare su alcuni tra i tronchi più robusti e forse più vecchi.
Purtroppo oggi possiamo solo immaginare quanto potrebbero essere meravigliosi questi cromatismi illuminati dal sole che presto risplenderà su queste vallate.

Ritroviamo ben presto le indicazioni per la via del brenta e, dopo circa un’ora e mezza di pedalata tranquilla, giungiamo a Borgo Valsugana (foto) giusto in tempo per ammirare l’armonioso susseguirsi di palazzetti storici, vicoli, piazze e ponticelli e gustarci un buon cappuccino con dei meritati biscotti.
Siamo indecisi se proseguire o meno per Castelnuovo, la prossima stazione del nostro viaggio. La pioggerellina che comincia a cadere ci consiglia di allungare la nostra piacevole sosta e fermarci qui per il pranzo.

Proseguiremo poi, illusi da un pallido sole che si affaccia sulla deliziosa piazza paesana, verso Castelnuovo e Villa Agnedo percorrendo un tratto di ciclabile davvero suggestivo che accompagna le sponde del Brenta. Sulla via del rientro, in corrispondenza del nuovo di passaggio a Borgo, la pioggerella, divenuta nel frattempo più insistente, ci consiglia un’altra provvidenziale sosta.

Non desistiamo e, dopo un po’, rinfrancati dal caffè e soprattutto da una nuova schiarita, riprendiamo la ciclabile per affrontare i 25 chilometri che ci separano da Caldonazzo…il tempo tiene dandoci la possibilità di vivere fino in fondo e come volevamo questa breve, faticosa ma per certi versi ritemprante esperienza.

Ce ne torniamo a casa soddisfatti con la consapevolezza di aver vissuto e apprezzato in pieno le caratteristiche belleze di questo territorio. Il trasferimento stesso, a volte, può trasformarsi da nervosa marcia contro il tempo ad andamento dai ritmi dolci e lenti che rendono il percorso, e non più la meta, il fulcro gratificante dell’esperienza turistica.

 

Federico, Agnese, Emiliano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *