Idea week-end: I Musei di Milano

emmaus2.jpgProponiamo in questo breve diario di viaggio, un week-end tematico attraverso la Milano della storia e dell’arte, alla scoperta delle incantevoli e ricchissime collezioni di tre musei milanesi tra i più apprezzati e famosi del mondo.
Per ognuno di questi, semplicemente giocando e senza alcuna pretesa di critica artistica, vogliamo segnalarvi il capolavoro che ci ha emozionato e “coinvolto” di più…Senza dimenticare ovviamente che il valore storico, raccontato quasi ovunque nel nostro paese da testimonianze artistiche di ogni genere, non dovrebbe mai finire di stupirci e stimolarci nella sua “ricchezza globale”.

Venerdì – IL CASTELLO SFORZESCO:
Incredibile: il Castello Sforzesco di Milano era destinato alla demolizione.
L’italietta di fine ‘800 aveva decretato lo smantellamento dell’edificio (il cui nucleo originario risale al 1368) che aveva visto succedersi nel corso dei secoli lo splendore e la forza del potere sforzesco, dei dominatori francesi, spagnoli ed austriaci sotto i quali assunse funzioni prevalentemente militari.sfo.jpg
La miope prospettiva economica di una lottizzazione dei preziosissimi terreni centrali aveva però condotto alla decisione di liberarsi di quel maniero ormai malconcio e per giunta ancora carico di recenti e odiosi ricordi austriacanti.
Fu l’architetto Luca Beltrami a battersi contro questa nefandezza e a tentare in seguito il recupero, usando la mano pesante del  “restauro storico”. Vi riuscì con grande successo, tanto che dai primi del’900 (quando molte famiglie nobili e benestanti iniziarono una vera e propria gara di emulazione e di generosità con le loro donazioni) ad oggi, il castello ha sempre simboleggiato l’orgoglio civico del capolugo lombardo, un vero e proprio emblema della millenaria storia e tradizione artistica della città.
“La Pietà Rondanini”: Il capolavoro di Michelangelo è l’opera testamento, scolpita fino a pochi giorni dalla morte, di una vita spesa nell’inquieta ricerca della bellezza e della salvezza per la propria anima. L’opera è costiutita da due figure sbozzate che rappresentano attraverso l’elemento marmoreo la conoscenza della natura dell’abbraccio tra la Vergine e il Cristo.

Sabato – MUSEO POLDI PEZZOLI:
Tipico esempio, come altri numerosissimi in tutta Italia, di raffinata casa museo dell’800, apparteneva al nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli, ricchissimo collezionista d’arte.
Venne letteralmente “resuscitato”, dopo il fuoco e la distruzione della seconda guerra mondiale, grazie all’incredibile tenacia e intelligenza di Fernanda Wittgens, soprintendente ai beni artistici negli anni della ricostruzione che lo riaprì al pubblico nel 1951.
Ammiriamo qui i favolosi stipi, orologi, tappeti e oggetti vari  che testimoniano il gusto selettivo e mai ostentato del nobile milanese; rimaniamo come sempre basiti di fronte ad alcuni tra i più alti capolavori dell’arte classica italiana (Botticelli,
Piero della Francesca, Mantegna, Cosmè Tura…).

L’opera che ci coinvolge di più è “L’autorittratto in un gruppo di amici” di Francesco Hayez, un dipinto che è stato definito una sorta di manifesto della Milano romantica.
E’ considerato uno dei più straordinari ritratti dell’intero ottocento: Hayez, in primo piano al centro della scena, ha scelto di dare di sè un’immagine curiosa, dimessa e al tempo stesso estremamente ironica, acuta e compiaciuta.

Domenica – PINACOTECA DI BRERA:
Il palazzo, dalla forma solida ed austera tipica del tardo barocco lombardo, è attualmente oggetto di un’operazione di restauro. Qui hanno sede, oltre alla Pinacoteca, diverse istituzioni culturali: la Biblioteca braidense, l’Osservatorio astronomico, l’Orto botanico, l’Istituto lombardo di scienze e lettere, l’Accademia di belle arti.
pina.jpgLa collezione della pinacoteca, deve la sua immensa ricchezza alla nomina di Milano nel 1805 a capitale del Regno d’Italia, momento che fece confluire nella Pinacoteca i più importanti dipinti requisiti dalla chiese delle regioni conquistate dagli eserciti napoleonici: giunsero così a Brera opere dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dalle Marche che vennero in seguito integrati da opere leonardesche e raffaellesche e da altri capolavori internazionali, soprattutto di arte fiamminga (Rubens, Van Dick, Rembrandt…).
Negli anni Settanta arricchì le collezioni la straordinaria donazione di Emilio e Maria Jesi, che comprende opere dei maggiori artisti del primo Novecento, fra cui Boccioni, Braque, Carrà, De Pisis, Marino Marini, Modigliani e Morandi
Ammiriamo in particolare “La Cena in Emmaus” che rappresenta una delle opere più oscure e ombrose del genio inquieto del Caravaggio.

Rimaniamo letteralmente senza fiato alla visita della “sala XXIV”: racchiusi in uno spazio di pochissimi metri quadrati possiamo ammirare il rigore prospettico de “La Vergine con Bambino e Santi” di Piero della Francesca, le linee perfette dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello e il dettaglio delle forme e delle luci del “Cristo alla Colonna” del Bramante.
L’emozione è tale che, in una sorta di gioco che aveva come scopo quello di dare un titolo scherzoso ed estremamente riassuntivo al nostro breve week-end, abbiamo scelto proprio questo…”sala XXIV”!

Per informazioni, orari, prezzi ed altro:

Il sito del castello sforzesco
Il sito del museo Poldi Pezzoli
Il sito della Pinacoteca di Brera

 

Nella foto: “La Cena in Emmaus” di Caravaggio

Federico e Agnese.

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