Bruxelles + Amsterdam 10/2005

bruxelles.jpgCiampino, Bruxelles, Amsterdam, Bruxelles e ancora Ciampino Partenza da Roma-Ciampino con volo Ryanair (notoriamente economico se si ha l’accortezza di prenotare con un buon anticipo) per arrivare all’aeroporto di Bruxelles-Charleroi dopo circa due ore di volo. Almeno questo nei progetti iniziali: causa troppa nebbia il nostro volo infatti

è atterrato a Liegi (ma questa ovviamente è stata un'eccezione)! Di norma, atterrando a Charleroi, con una spesa di poco più di 10 € e con circa mezz’ ora di bus si arriva a destinazione.

Subito uno sguardo iniziale alla città dove, più che in altre, ho notato il difficile connubio tra antico e moderno; edifici un po’ trascurati con pareti a specchio o coloratissime, tipici dell’architettura anni ottanta, addossati ai palazzi storici. Molto suggestiva è la piazza più importante della città: La Grande Plàce, di forma ovale che ospita il “Palazzo del Municipio” e nella quale si affacciano i tanti Palazzi delle Corporazioni del periodo medievale nord-eurpoeo abbondantemente decorati con i simboli delle Corporazioni stesse. Prendendo un paio di vicoletti che si diramano dalla Grande Plàce ci si ritrova immersi tra negozi di souvenirs, dove l’oggetto che la fa’ da padrone è il piccolo apribottiglie con la figura del mankepiss (non mi ricordo come si scrive!), la statuetta dorata del bimbo che fa’ pipì è il simbolo della città; tanti tanti ristoranti in cui all’aperto (praticamente sulla strada se il clima lo permette), si possono gustare Les Mules avec des Frittes (cozze e patatine fritte!), servite in pentolini neri, stretti ed alti, che sono il piatto tipico di Bruxelles.

Non lontano dal centro è indispensabile la visita ai Musèes Royaux des Beaux-arts de Belgique, dove si possono ammirare, quadri di Bruegel, David, De Chirico, Magritte, Bacon e tanti altri e dove, facendo un biglietto d’ ingresso aggiuntivo al normale, si ha accesso alle mostre temporanee che il museo organizza. Il Museo Reale di Belle Arti è aperto ad orario continuato o quasi, infatti, a turno, le sezioni in cui è suddiviso il museo osservano un ora di chiusura giornaliera. E se proprio l’unica ala del museo che vi resta da visitare fosse chiusa…niente paura! Il museo ha pensato anche a questo offrendo comodissimi divanetti posizionati di fronte alle opere di maggior pregio, per riposare le gambe ma non gli occhi, e anche a un bar e un ristorante per il relax totale. Se vi piacciono i mercatini e i vecchi negozi dove si può trovare di tutto dovrete visitare il quartiere di Marolles (solo nella mattinata perché se andate di pomeriggio troverete aperti solo numerosi fruttivendoli!).

Nella parte alta del quartiere si erge il “Palais de Justice”,attualmente in restauro (devo dire che ne ha bisogno!) al quale si accede attraverso un moderno ascensore a vetrate. Se poi vi incuriosisce vedere il luogo dove si decidono le sorti della nostra e altrui politica è indispensabile visitare, anche se dall’esterno, la sede del Parlamento Europeo. pe.jpgIl quartiere che lo ospita appare moderno, sobrio e composto così come i personaggi che popolano le strade, con le loro borse, giacche e cravatte; che siano tutti Parlamentari?!?

Mezzo di trasporto utilizzato per gli spostamenti (con l’hotel un po’ decentrato era indispensabile) la Metro: esteticamente non molto gradevole ma ben collegata ed efficiente e per questo anche particolarmente affollata.
Da Bruxelles partenza, con un puntualissimo ed austero treno delle Ferrovie di Stato Tedesche, sulla rotta di Amsterdam, la Venezia del nord.
Non si può fare a meno di notare subito come l’acqua sia l’elemento maggiormente presente nella città, ma gli olandesi, il cui territorio si trova sotto il livello del mare, non solo hanno saputo adattarsi al secolare problema delle inondazioni con dighe canali e pompe di drenaggio, ma addirittura hanno reso la propria vita inscindibile dall’elemento che gli circonda. Molti vivono nei canali in palafitte, case-battello, negozietti, bar e ristoranti ma quello che più mi ha avvicinato all’amore di questo popolo per l’acqua è vedere come, in un tranquillo mercoledì mattina (poteva essere anche sabato non ricordo ma è uguale) nell’Amstel, il fiume che attraversa la città e da cui prende anche il nome, si svolgesse una gara di canottaggio con centinaia di partecipanti (normali come le nostre partite di calcetto il sabato pomeriggio!) Come sono gli abitanti di Amsterdam? Un'unica risposta: semplicemente “Gezzelig”!

Così viene infatti definito l'atteggiamento cordiale e festoso di chi vuole far sentire tutti a proprio agio…anche il turista. Lo è stato in particolare il vecchietto dagli occhi cerulei che ci ha visti con sguardo interrogativo girare e rigirare la cartina, e che ha voluto aiutarci a tutti i costi anche se la conversazione, tra olandese, inglese, francese e italiano è risultata impossibile! Passeggiando per il centro si possono vedere le caratteristiche case alte e strettissime (anticamente si pagavano le tasse a seconda della larghezza della facciata) tutte dotate , nella parte superiore, di grossi ganci che venivano utilizzati come carrucole-montacarichi. Arriviamo quindi a Piazza Dam, la principale della città dove domina il Palazzo Reale ex Municipio ora residenza della Regina durante le sue visite alla città.

Affiancata c’è la Nieuwe Kerk (Chiesa Nuova) rispetto alla Wester Kerk (Chiesa Vecchia) che si trova nel quartiere ebraico nei pressi della Casa-museo di Anna Frank. La Chiesa Nuova è ormai da tempo chiusa al culto ed è diventata sede di mostre, concerti e manifestazioni varie. Sempre in Piazza Dam c’è il Nationaal Monument, un grosso obelisco dall’ambigua forma, dedicato alle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Si sa che Amsterdam è la città dove tutti si spostano in bicicletta ed in effetti è vero, ne esistono numerosissime e dotate di carrellini porta-oggetti dalle dimensioni considerevoli (tanto da trasportare altre biciclette), noi abbiamo deciso di spostarci il più possibile a piedi, cosa possibile se dotati di scarpe comode e di buona volontà anche perché la città non è molto grande.

Quindi da Piazza Dam abbiamo raggiunto il quartiere dei musei per la visita al Van Gogh Museum e al Rijksmuseum Il primo raccoglie dipinti, disegni ed oggetti personali dell’artista che tutti conoscono messi insieme dal fratello di Vincent, Theo Van Gogh. Il secondo invece è una splendida raccolta di arte fiamminga (La Ronda di Notte di Rembrandt e La Lattaia di Vermeer sono i pezzi da novanta). Parte del museo è attualmente in restauro per cui l’ immenso patrimonio viene esposto a rotazione nella zona ancora aperta al pubblico. Per la cena vi consiglio la Piazza Nieuve Mark (piazza del mercato) al cui centro c’è il palazzo della Pesa Pubblica che oggi si è trasformato in un ristorante.

Attenzione però…non è in questo che dovrete andare! Proprio di fronte troverete un piccolo ristorante svizzero in cui verrete accolti da Heidi ed Annette (personaggio dei cartoni animati meno famoso della sua compagna ma che se siete donne sulla trentina non potete non conoscere!) che vi faranno gustare una favolosa fonduta! Il dopocena? Chiaramente dedicato, da spettatori o no, ai Bruine Cafés ed ai Cofféeshops; i primi sono pubs dove vengono servite ogni genere di bevande in particolare birra e Whisky, i secondi oltre al caffè offrono anche particolari prodotti per cui la città è famosa! Con 20 minuti di treno si raggiunge L’Amsterdam Arena, l'imponente e organizzatissimo stadio dell'Ajax dove vengono organizzate visite guidate con tanto di foto di rito sulla soffice erbetta del campo, nella sala stampa e, per i più fortunati (!?) anche uno sguardo da lontano alla squadra che si sta allenando. Inoltre è possibile, per chi lo volesse, una visita al museo storico della squadra. Il fascino di un campo da calcio non tramonta mai! Si ritorna a Bruxelles, dopo la troppo breve parentesi olandese. Ho trovato la città più accogliente rispetto al primo impatto. Complice il sole che si è fatto spazio in mezzo alla nebbia dei primi giorni ma soprattutto l’aver scoperto il quartiere di St. Gery in cui ci sono numerosi bar all’aperto luogo di incontro dei giovani della città.
Agnese e Federico

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