52 giorni…in viaggio di nozze (terza parte)

bora bora.JPGI 26 giorni trascorsi on the road sulle grandi strade americane ci hanno regalato momenti indimenticabili, ma non possiamo di certo dire che alla fine un pizzico di stanchezza per aver macinato quasi 9000 km non ce la sentivamo. Cosi’, siamo andati a rilassarci una settimana alle Hawaii. Effettivamente una settimana non e’ abbastanza per visitare queste splendide isole, ma

il tempo necessario per poter dire che sono affascinanti e sicuramente molto diverse dai soliti panorami tropicali che siamo abituati a vedere ai Caraibi. Visti i pochi giorni a disposizione abbiamo deciso di visitare due isole e abbiamo scelto le piu’ gettonate: Oahu e Maui. Dopo 5 ore e mezza di volo siamo finalmente atterrati ad Honolulu. Abbiamo percorso l’aeroporto in lungo e in largo per andare a recuperare le valigie che depositano in un’area completamente dalla parte opposta a dove si atterra. Difatti abbiamo capito troppo tardi il xche’ offrivano un servizio di navetta dal terminal al ritiro bagagli !

Una volta recuperate le nostre case viaggianti, che dopo 4 settimane giustamente iniziavano ad essere anche piu’ pesanti di quando siam partiti, abbiamo chiesto informazioni su come raggiungere Waikiki dove avremmo pernottato. Siamo andati quindi alla fermata del pullman che per una decina di dollari effettua il servizio di navetta dall’aeroporto all’hotel e viceversa. (In realta’, da buoni genovesi volevamo prendere l’autobus che per un paio di dollari effettuava lo stesso giro ma ahime’, le nostre case viaggianti non erano accettate e quindi a meno di trascorrere tutta la settimana con gli stessi stracci addosso abbiamo dovuto mettere mano al portafoglio e salire sul pullman !!!!) Insomma che dopo circa 1 oretta, facendo diverse soste nei vari alberghi della citta’, arriviamo stanchi ma felici al nostro hotel.

La scelta dell’albergo in Italia e’ stata alquanto impegnativa xche’ a Waikiki ci sono davvero tantissime sistemazioni per tutte le tasche. Siccome il nostro viaggio era di durata “leggermente” sopra la media e’ ovvio che per evitare di fare un mutuo abbiamo dovuto tirare un po’ la cinghia sulla scelta dei pernottamenti. Difatti qui e’ facile spendere una fortuna per dormire in uno di quei mega albergoni che si affacciano sulla spiaggia, ma e’ anche altrettanto facile trovare sistemazioni super-decorose a basso prezzo ad un blocco da essa e raggiungibile facilmente in 5 minuti. Quindi la nostra scelta e’ caduta sull’Aston Coral Reef Hotel.

Devo anche aggiungere che per le sistemazioni alle Hawaii, nonche’ per i voli interni, ci siamo rivolti ad un’agenzia locale contattata dall’Italia che ci ha permesso di risparmiare ulteriormente. Ma tornando a Waikiki…la parola che mi sento di usare per descrivere questo posto e’: bordello ! Non nel senso negativo del termine ma per dire che in questa zona c’e’ un casino del diavolo. Gente per strada a tutte le ore, a partire dalla mattina presto fino alla sera tardi, negozi sempre aperti, spiagge piene di turisti (soprattutto giapponesi), ragazzi che camminano scalzi per strada con la loro tavola da surf sotto il braccio…insomma qualcosa che nei miei viaggi precedenti non mi era mai capitato di vedere. Ma la cosa sicuramente piu’ impressionante e’ stata la marea di surfisti in mare, principianti e non, che trascorrevano dalle 7 alle 10 ore in acqua con la loro amata tavola senza mai uscire.

Tutto questo per noi e’ stato pazzesco! Ma Oahu non e’ solo Waikiki, ci sono un sacco di altre cose da vedere, come Pearl Harbour che ti lascia sicuramente senza parole e ti fa riflettere su tante cose che accadono anche ai giorni nostri, il Polinesian Cultural Center dove diverse popolazioni polinesiane trasmettono al turista le loro culture e tradizioni per permettere agli studenti dell’universita’ di pagarsi gli studi. E poi c’e’ Hanauma Bay cone le sue acque calme e trasparenti, la costa nord che speravamo di vedere sommersa dalle altissime onde invece era di una tranquillita’ surreale, e tantissime altre cose che pero’ non abbiamo visto xche’ in 4 giorni il tempo e’ stato tiranno. Quindi, tra i bagni, le escursioni e un po’ di shopping, e’ arrivato il momento di ritornare in aeroporto per trasferirsi a Maui.

Il volo e’ stato breve e all’eroporto di Maui e’ stato piu’ facile recuperare le valigie. Quello che pero’ non ci aspettavamo era la mazzata della navetta che per portarci all’hotel ha voluto la bellezza di 45$ (andata e ritorno) a cranio. Ce l’avevano detto che Maui era piu’ cara di Oahu, e ce n’eravamo accorti quando abbiamo scelto la sistemazione, ma al fatto che per un viaggio ridicolo di un’ora ci chiedessero 45 dollaroni proprio non ero preparata ! Comunque sia, dopo aver strabuzzato gli occhi accettiamo e finalmente giungiamo al Kaanapali Beach Hotel. Questo hotel assomiglia di piu’ ad un villaggio turistico per conformazione anziche’ ad un grande albergo ma in questa zona gli hotel sono tutti dei grandi resort. L’agenzia locale con la quale abbiamo prenotato e’ riuscita a farci upgradare gratuitamente in una camera partial ocean view e quindi gia’ questo ci rendeva felici (anche se a dir la verita’ di vedere l’oceano non ce ne facevamo granche’ ma quando ti regalano qualcosa e’ sempre ben gradita). Abbiamo trovato fin da subito una grande gentilezza da parte dello staff, difatti, nonostante l’ora del check in fosse definita x il pomeriggio, ci hanno dato ugualmente la nostra camera e in questo modo non abbiamo perso tempo e ci siamo subito messi il costume da bagno. L’impatto iniziale con Maui e’ stato di una calma allucinante. Eravamo abituati allo schiamazzo di Waikiki e quindi ci ha fatto un certo effetto arrivare in spiaggia e sentire solo il rumore del mare.

Per la prima volta durante questo viaggio abbiamo trovato un sacco di coppie di italiani in viaggio di nozze e le abbiamo conosciute a causa di un episodio molto buffo. Appena arrivati in spiaggia abbiamo subito adocchiato delle sdraio matrimoniali con il tettuccio molto carine e confortevoli. Siamo andati a chiedere se si potevano prendere, pensando che fossero messe a disposizione gratuitamente ai clienti dell’albergo, invece siccome le spiagge sono pubbliche e quelle sdraio erano gestite da un diving li’ residente, ci hanno chiesto 30$ per il noleggio giornaliero. Abbiamo quindi optato per il sano asciugamano disteso sulla sabbia (d’altronde siamo abituati xche’ qui a Genova lo facciamo tutto l’anno) e in quel momento ci siamo accorti che davanti alla fila ordinata di lettini c’erano tre o quattro coppie sdraiate sugli asciugamani e guarda caso…tutte di italiani (si sa che gli stranieri sono un po’ meno tirchi !). I giorni a Maui sono trascorsi in relax totale difatti anche se l’isola ha molto da offrire non siamo andati alla scoperta di essa e abbiamo preferito rimanere a crogiolarci in spiaggia.

Questa scelta e’ stata dettata dal fatto che avevamo solamente tre giorni a disposizione e quindi non avremmo comunque potuto vedere granche’ cosi’ ci siamo limitati a visitare la vicina citta’ di Lahaina. Prima di arrivare alle Hawaii mi sono sempre chiesta come fosse stato il “mare”. Chiedendo a destra e sinistra ho sempre trovato pareri diversi e quindi avevo le idee un po’ confuse. Adesso che ci sono stata posso dirvi che l’oceano alle Hawaii e’ imprevedibile. Dove pensi che sia piatto a volte e’ un po’ ondulato e dove pensi che sia mosso invece e’ una tavola. A volte dipende dalle stagioni, a volte dal tempo ma forse dipende un po’ da come gli va di essere. Qui a Kaanapali il mare sembrava una tavola quando siamo arrivati, e io che odio le ondine ero felicissima. Ma ad un certo punto dal nulla e’ arrivata a riva una piccolissima ondina che ha generato una risacca enorme scaraventando sulla sabbia tre malcapitati che stavano x entrare in acqua. Ecco svelato il perche’ alle Hawaii e’ pieno di cartelli che intimano di fare attenzione all’oceano e di non sottovalutarlo mai! Comunque, a leggere una cosa del genere sembra che ci sia da spaventarsi invece non e’ cosi’, bisogna solo fare un po’ attenzione quando si entra e si esce dall’acqua. Io che in mare sono una cagona per quanto riguarda queste cose, ho fatto il bagno tranquillamente e mi sono anche divertita col materassino che una coppia di americani ci ha gentilmente regalato. E anche questi momenti a Maui sono trascorsi velocemente.

Il giorno della partenza lo staff dell’hotel ci ha omaggiati di una collana tipica di queste occasioni intonando una canzone come saluto finale. Ci e’ salito un velo di tristezza xche’ questi 7 giorni alle Hawaii sono effettivamente volati e si e’ conclusa la nostra quinta settimana di vacanza. Pero’ al pensiero che la ciliegina sulla torta dovevamo ancora mangiarla ci siamo rincuorati, abbiamo preso i nostri bagagli (sempre piu’ pesanti) e ci siamo diretti in aeroporto…continua

 

Pamela e Marco 

Appuntamento alla quarta e ultima parte del viaggio che verrà pubblicata su questo sito tra pochi giorni.

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