I Tulou del Fujian: il fascino della Cina

La Cina che conosciamo è un grande paese ricco di storia, motore trainante dell’economia moderna; eppure possiede ancora il fascino che solo i luoghi misteriosi sanno conservare. Se avete già conosciuto ed apprezzato questa splendida destinazione potrebbe anche essersi verificato che non abbiate visto i Tulou, affascinanti costruzioni risalenti ad un passato che fu, emblematiche testimonianze di una cultura lontana ancora fortemente viva.

Ecco di cosa si tratta: la contea di Yongding, patria della minoranza etnica Hakka, è una meraviglia. L’unico paragone possibile è quello con un paradiso perduto: in una valle verdissima nascosta nel cuore della Cina, spuntano come funghi delle enormi fortezze circolari (i ‘Tulou’; possono contenere fino a 100 famiglie), edificate a partire dal ‘600, di incredibile bellezza e maestria architettonica; al loro interno, in uno scenario irreale, fra cortili concentrici, lanterne rosse, scale di legno, tetti a pagoda, si svolge una animatissima vita di campagna, che segue consuetudini e ritmi tanto antichi quanto suggestivi.

Xiamen, una elegante città che si affaccia sul mare proprio di fronte a Taiwan, fu uno dei primi porti aperti al commercio con gli stranieri, soprattutto per l’esportazione del thè. Il commercio marittimo arricchì la città che si dotò di templi meravigliosi (fra cui il Monastero Nanputuo, meraviglia del buddhismo) e scuole di grande prestigio. Tra l’800 ed il ‘900, gli Europei stabilirono abitazioni, uffici e consolati sull’adiacente isola di Gulangyu e ne fecero un piccolo gioiello urbanistico e paesaggistico. Ancora oggi, questa isola, dove si circola solo a piedi, conserva intatte la sua vecchia fisionomia architettonica e le sue abitudini europee, al punto che non è raro, mentre si passeggia fra il canto degli uccelli, udire dalle finestre delle vecchie case una melodia di Chopin eseguita al pianoforte…

Giacomo Morandi

link utile (fonte): Quality Group

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