Traffico aeroportuale: aumenti tariffari in vista

Il Ministro dei Trasporti Altero Mattioli ha dichiarato che a breve il ministro dell’Economia Tremonti firmerà il decreto per l’aumento delle tariffe aeroportuali. Polemiche da parte di Assaereo e dell’opposizione, mentre Assaeroporti difende la norma.

Non sono pochi spiccioli: secondo le stime, il provvedimento dovrebbe portare nelle casse degli aeroporti italiani circa 300 milioni all’anno. I principali beneficiari del decreto saranno Adr di Roma (Fiumicino e Ciampino) e Sea Milano (Malpensa e Linate) che insieme dovrebbero registrare un aumento di cassa di circa 100 milioni all’anno.
Anche gli aeroporti di medie dimensioni potranno contare su incrementi delle entrate fra i cinque e i sette milioni.
Nello specifico la norma prevede un aumento di 3 euro a passeggero per gli scali con più di 10 milioni di viaggiatori, 2 euro per quelli che ne ospitano fra i 5 e i 10, e 1 euro per i più piccoli.
Le voci più critiche, soprattutto sul fronte politico, puntano però l’indice sul fatto che l’obbligo di effettuare investimenti negli scali, che rappresenta la contropartita che le società devono garantire al governo, è rimandato alla stipula di un contratto di programma con l’Enac, da perfezionare entro il 31 dicembre 2011.
In sostanza, mentre incasseranno subito gli incrementi tariffari, potranno rimandare ai prossimi anni i piani d’investimento.
Insomma, una sorta di cambiale in bianco per gli aeroporti e un fardello che nel frattempo graverà sui bilanci delle compagnie aeree e, molto probabilmente, verrà riversata sui passeggeri.
Il ministro Matteoli ha spiegato d’altra parte che il provvedimento vincolerà gli aumenti agli investimenti effettivi e non a quelli annunciati. Nell’ultima bozza del decreto è stato inoltre inserito l’obbligo di una ricapitalizzazione per quelle società di gestione che hanno un debito importante che ne ostacola i piani d’investimento.

il dibattito si è acceso, negli ultimi giorni, anche tra le associazioni di settore: “Anzichè finanziare le società aeroportuali -sostiene Assaereo in una recente nota- il governo farebbe meglio ad allinearsi ad altri paesi come la Spagna e la Grecia nell’approntare politiche a sostegno delle compagnie aeree nazionali al fine di assicurare la massima connettività del nostro paese con il resto del mondo e salvaguardare i posti di lavoro”.
Assaeroporti invece è inevitabilmente schierata a difesa della norma affermando in un recente comunicato che “La vera e unica tassa occulta che si paga nel settore del trasporto aereo e’ quella dei disagi ai passeggeri. Anni di incertezza di regole e di mancato adeguamento delle tariffe hanno determinato l’impossibilita’ per le societa’ di gestione di utilizzare le risorse del mercato per finanziare lo sviluppo. La preoccupazione espressa dal comunicato di Assaereo in merito al provvedimento legislativo che dovrebbe prossimamente sbloccare l’aumento delle tariffe del sistema aeroportuale italiano e’ fuori luogo”.
Difficile aspettarsi una valutazione più oggettiva del provvedimento da parte delle associazioni direttamente coinvolte.
Certo è che nel passato le politiche a sostegno delle compagnie aeree nazionali non sono mancate ma hanno portato tutt’altro che all’aumento di competitività reclamato da Assaereo. D’altra parte occorre considerare se gli effettivi disagi citati dalle società di gestione siano dipesi dalle scarse(?) risorse finanziare a disposizione o piuttosto da una gestione poco razionale delle stesse.

 

Federico Baldarelli

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