Il triangolo di Afar: origini, mutazioni e un nuovo mare

Il triangolo di Afar, depressione di Afar o anche depressione della Dancalia è una regione del Corno d’Africa che comprende lo Stato di Gibuti e

parte dell’Eritrea e dell’Etiopia. Nel triangolo di Afar vi è il punto più basso dell’Africa, il lago Assal, che si trova a una altezza di -155 m sul livello del mare. Il clima varia dai 25 °C durante la stagione delle piogge (settembre-marzo) fino ai 48 °C durante la stagione secca (marzo-settembre).

E’ il punto di incontro di tre placche tettoniche in continua espansione, che hanno formato il mar Rosso e il golfo di Aden, e che nel triangolo di Afar emergono in superficie. Il terreno è composto principalmente di lava basaltica. Uno dei vulcani più attivi del mondo, l’Erta Ale, si trova in questa zona.

Al di sotto della superficie è presente un cosiddetto zampillo del mantello terrestre, una grande riserva di lava che risalendo in superficie dà luogo alla formazione di rocce basaltiche. Secondo i paleoantropologi in quest’area ha avuto inizio la storia dell’uomo, il contesto è quello della Rift Valley e più nel dettaglio della depressione di Afar. Sette anni fa qui iniziò a formarsi una grande spaccatura che in poco tempo ha raggiunto 60 Km di lunghezza. La piana di Afar si sta lentamente allargando ad una velocità di 1–2 cm l’anno.

Il vulcano Erta Ale

Per molti geologi questo è il segnale che tra qualche secolo qui si apriranno le porte per un nuovo mare. Inizialmente si è parlato di un evento remoto, forse tra mille anni o qualche secolo, ma ora, grazie alle ultime constatazioni geologiche, si è appurato che invece è in atto un rapido movimento di allargamento della fenditura. Si ipotizza un distacco definitivo del Corno d’Africa e l’ingresso del mare tra l’Etiopia e l’Eritrea.

L’attività magmatica presente sotto la zona etiope della Rift Valley è molto attiva, del tutto simile a quella che caratterizza i fondali oceanici.

Si può organizzare un viaggio in quest’area, vi chiederete?

I più temerari certamente non leggeranno la risposta ma i fatti accaduti negli ultimi anni in Etiopia lo sconsigliano: nel 2004 un turista francese è scomparso senza lasciare alcuna traccia se non il suo zaino, nel 2007 ci fu il rapimento di un gruppo di turisti europei, poi rilasciati e, 2012, 5 turisti europei furono uccisi e altre quattro persone sequestrate in un attacco terrorista). Tutto ciò non rappresenta il migliore strumento di marketing promozionale per una regione che resta, a tutti gli effetti, un patrimonio antropologico e una vera e propria culla della civiltà (i resti di una donna ominide scoperti nel 1974 dal paleontologo statunitense Donald Johanson sono considerati quelli della piu’ antica progenitrice dell’Homo Sapiens di cui si abbia traccia); senza dimenticare l’enorme interesse che l’area riveste dal punto di vista naturalistico, dall’area depressionaria con i riflessi di lava basaltica (in foto) al vulcano Erta Ale .

GM

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