Crisi Valtur: in arrivo l'amministrazione straordinaria

Proprio nelle ore immediatamente successive all’annuncio dell’apertura del nuovo Valturclub Amarina in Madagascar, il mercato del turismo organizzato ha dovuto raccogliere notizie di tutt’altro segno riguardanti il colosso della villaggistica italiana.
Dopo le ben note vicende de “I viaggi del Ventaglio”, anche Valtur infatti vive delle ore quantomeno travagliate in attesa di una soluzione per ripianare il pesante passivo di 303,6 milioni di euro.
Gli ultimi aggiornamenti registrano il sempre più probabile ricorso alla Legge Marzano che prevede la nomina di un amministratore straoridnario x evitare il fallimento. Valtur infatti rientra ampiamente nei limiti di forza lavoro (di almeno 500 dipendenti, Valtur ne ha più di 3000) e di passività (300 milioni) previsti per l’applicazione della legge stessa.
Non ci sarebbero più infatti margini concreti, dopo il paventato ma sfumato intervento di salvataggio da parte di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che agisce su mandato del Governo, e la presa d’atto che le voci riguardanti un probabile investimento di IGV a copertura del pesante passivo erano del tutto infondate.
Di certo al momento ci sono le dimissioni, comunicate un paio di giorni fa, di Carlo Schiavon, ex dg dell’azienda la cui uscita di scena non sembra direttamente legata alle notizie apparse sui giornali la scorsa settimana ma allo stato di salute dell’azienda, che era già chiaro da fine estate. Al momento pare che la sua carica sia stata presa ad interim dall’AD Maria Concetta Patti.
Ricordiamo che Valtur, vera e propria icona italiana della vacanza organizzata, fu fondata a Roma nel 1964 a mezzo di una società che vedeva la compartecipazione di Fiat, Alitalia, ACI e Ferrovie dello Stato. Solo nel 1998 la società venne acquistata dal gruppo Patti, allora fra i più importanti fornitori proprio della Fiat.
Il capostipite Carmelo, di origini siciliane e trapiantato nella provincia pavese, fece infatti fortuna all’ombra della casa automobilistica torinese, progettando e producendo cavi e componenti per automobili.
Il maggior gruppo bancario, da sempre al fianco di Valtur e che oggi risulta maggiormente esposto per il pesante debito, è Intesa San Paolo. Il mercato turistico in toto deve augurarsi, in una fase così delicata, che venga garantita almeno, con la Marzano, la continuità aziendale e quantomeno la prosecuzione della regolare attività turistica. E’ chiaro che tutto ciò verrebbe inevitabilmente accompagnato da un difficoltoso ma indispensabile percorso di riassetto finanziario che, secondo alcune voci, passerebbe per una massiccia dismissione di immobili e per un aumento di capitale che dovrebbe essera garantito dalla stessa famiglia Patti.
Federico Baldarelli

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