Alpitour in vendita

Le voci si rincorrono e non sono lontane dalla probabile futura verità dei fatti: il Gruppo Alpitour è in vendita. Nel marzo di quest’anno il presidente di Exor, John Elkann, annunciava l’intenzione di mettere sul mercato Alpitour. Per Exor, holding controllata dalla famigia Agnelli, non sarà agevole vendere lo storico tour operator anche se diverse banche e almeno una forte due diligence (Wise-J. Hirsch), in esclusiva fino al 30 novembre, siano già in movimento.

Il CDA del Gruppo, come ovvio, non si sbilancia trincerandosi dietro un: “vi sono in corso negoziazioni con potenziali acquirenti”. Secondo fonti finanziarie, è intorno ai 225 milioni di euro la valutazione del tour operator. Intorno a queste cifre stanno proseguendo le trattative tra Exor e la cordata di fondi Wise-J.Hirsch. L’operazione, che potrebbe vedere la luce entro l’anno, potra’ essere strutturata con una componente di equity di 100 milioni e una leva per il restante ammontare che sara’ messo a disposizione da un pool di 3-4 istituti bancari.

John Elkann

Nella nota che ha accompagnato i conti trimestrali, Exor ha precisato che “allo stato attuale non e’ possibile prevedere l’esito finale del processo”. Nei primi nove mesi dell’esercizio 2010-11, che si e’ chiuso a ottobre, il gruppo Alpitour ha riportato un fatturato netto di 726,7 milioni, in lieve calo rispetto ai 734 milioni del corrispondente periodo dell’anno precedente. La posizione finanziaria netta e’ positiva per 42,9 milioni (Fonte: CorSera Economia).

Il tour operator del resto, un carrozzone con più di 4000 dipendenti, è in difficoltà (come buona parte dei tour operators nazionali) avendo dovuto fronteggiare un continuo rifinanziamento per riacquistare quote di mercato sempre più inafferrabili. Il turismo, quello del tour operating, è in forte calo nel 2011 e la marginalità sul venduto è sempre più un lusso per pochi. Gli uffici commerciali dei tour operator si mobilitano con promozioni “a tempo” per stimolare il mercato e mostrarsi dinamici agli occhi dei consumatori. Più in generale joint ventures e partnerships possono contribuire a sfidare l’attuale crisi anche se il comparto turismo, in solitudine, non può immaginarsi oltre l’ostacolo.

 

Giacomo Morandi

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